macOS Sierra o Windows 10: qual è meglio?

macOS sierra

Il 2 agosto è stato il giorno del debutto ufficiale di Windows 10 Anniversary Update, il mega-aggiornamento del sistema operativo Microsoft che arriva a un anno di distanza – giorno più giorno meno – dal lancio della prima versione. Le migliorie apportate dall’aggiornamento non sono tantissime ma si tratta pur sempre di passi avanti che vanno apprezzati.

Abbastanza da far considerare Windows 10 AU un rivale pericoloso per il prossimo macOS Sierra? Non siamo più ai tempi dei confronti anche aspri tra fan del Mac e di Windows, ma abbiamo comunque voluto mettere in evidenza dieci punti di confronto tra l’approccio Apple e quello Microsoft. Quindi: macOS Sierra o Windows 10, qual è il migliore?

1. Il prezzo

Se avete un Mac compatibile, macOS Sierra non costa niente come non sono costati nulla gli ultimi aggiornamenti di OS X. Per Windows 10 le cose non sono altrettanto lineari. Chi ha già aggiornato da Windows 7 o 8.1 a 10 entro il 29 luglio lo ha potuto fare gratuitamente e ha gratis ovviamente anche l’Anniversary Update. Altrimenti paga 135 euro (a listino). O compra un nuovo PC con il nuovo sistema operativo.

La differenza è a favore di Apple, ma prevedibilmente: a Cupertino vendono hardware, a Redmond invece vendono software.

2. L’interfaccia

Apple è rimasta fedele alla metafora della scrivania con il Finder, che in Sierra non ha particolari cambiamenti. La gestione delle app a pieno schermo o in split screen è il modo in cui macOS ha man mano recepito l’utilizzo “semplificato” da tablet. Ma iOS e macOS restano due sistemi operativi distinti che si cedono funzioni a vicenda, non si è tentata una vera convergenza.

Diverso è il caso di Windows 10, con cui Microsoft ha seguito la strada del sistema operativo che cerca di adattarsi il meglio possibile al device su cui si trova. Così la metafora della scrivania, applicata al Desktop, convive con una metafora diversa applicata al menu Avvio, con le sue “tile”, e derivata dal mondo tablet. In Windows 8 era stata adottata integralmente al prezzo di una (quasi) sollevazione popolare, in Windows 10 l’approccio è più morbido e funzionale.

Per noi è un pareggio, perché come si “vive” un sistema operativo è questione di gusti.

3. Il collegamento al cloud

Apple prevede un insieme di servizi legati al nostro account iCloud che si “propagano” su qualsiasi dispositivo. Per l’uso quotidiano del Mac quelli forse più evidenti sono il salvataggio per default su iCloud da parte delle applicazioni e, con Sierra, le funzioni di Universal Clipboard e Remote Desktop. L’obiettivo è integrare i dispositivi con il cloud nella maniera più trasparente possibile ed è sostanzialmente riuscito.

Anche Windows 10 è stato pensato con più di un occhio al cloud, tanto che in teoria va usato con un account Microsoft che è poi legato ad alcuni servizi come Outlook.com o OneDrive. Però Microsoft è una potenza del cloud molto più lato business che consumer e come conseguenza Windows 10 ha meno da offrire all’utente “medio” per quanto riguarda l’integrazione con la sua nuvola.

Per questo secondo noi Apple resta in vantaggio in ambito consumer, mentre in azienda la valutazione potrebbe essere diversa.

4. Il circolo virtuoso tra più device

Quello che possiamo definire l’ecosistema Mac-iPhone-iPad è perfettamente integrato e con una circolazione molto fluida e automatica delle informazioni. Come abbiamo accennato prima, tutto quello che fa capo a un account iCloud è trasversale a qualsiasi dispositivo con la Mela.

Per Windows non si può dire la stessa cosa perché non esiste un ecosistema desktop-tablet-smartphone ugualmente integrato. In primis perché Microsoft (quasi) non fa hardware e quindi non ha il controllo completo dei device su cui gira il suo sistema operativo. Ma anche perché a Windows manca del tutto il lato smartphone, un mercato da cui è sostanzialmente uscita. Nonostante Windows 10 su smartphone non si comportasse affatto male.

5. La produttività

Ovviamente la suite di produttività per antonomasia è Microsoft Office e questo si integra molto bene con Windows. È un elemento da considerare perché la versione Mac della suite resta – secondo noi – un piccolo passo indietro a quella Windows come completezza e usabilità.

Però Apple compensa con la disponibilità gratuita di Pages, Numbers e Keynote. Chi non ha la necessità di usare Office ha comunque pronti sul Mac App Store tre programmi quasi allo stesso livello e con una compatibilità molto buona nel passaggio dei documenti da una piattaforma all’altra.

È un pareggio se usate Office, se non volete spendere vince Apple.

6. Le applicazioni di sistema

Meglio quelle di Apple, al netto delle utility che poi ogni produttore di PC affianca alle applicazioni propriamente Microsoft. Con software come Anteprima, Safari o Mail si lavora meglio che con le controparti integrate in Windows.

In questo senso va sempre considerato ciò che abbiamo già sottolineato: Apple vende hardware, Microsoft no.

7. La sicurezza

Il Mac non è più “blindato” come una volta perché la sua diffusione lo ha reso interessante anche per i criminali informatici, né d’altronde Windows è un sistema intrinsecamente insicuro come sostengono alcuni. Anzi, con Windows 10 Microsoft ha fatto decisi passi avanti rispetto alle componenti di sicurezza delle versioni precedenti.

Secondo noi Apple mantiene ancora un vantaggio per tre dettagli significativi. Il primo è ancora una volta il controllo su tutto il sistema hardware-software, controllo che Microsoft non ha e che costringe Windows a subire vulnerabilità che non dipendono dal sistema operativo stesso ma da altri elementi che lo affiancano e che sono caricati dai produttori di hardware.

Il secondo dettaglio è che le impostazioni di sicurezza nella configurazione standard di macOS Sierra sono più affidabili e semplici che in Windows. Il terzo è storico: il nucleo di macOS è comunque Unix/Linux.

8. L’assistente vocale

Per il momento secondo noi Siri e Cortana chiudono in pareggio, ma Apple deve stare attenta a non commettere errori. Le due assistenti sembrano essere ugualmente “reattive” – da qui il pareggio – per quanto riguarda le funzioni di uso più comune, ma la partita si giocherà sulle funzioni evolute.

In questo senso il raggio d’azione di un assistente vocale dipende dall’intelligenza in cloud che ci sta dietro e qui Microsoft ha margini di miglioramento notevoli, avendo investito decisamente nello sviluppo di funzioni di machine learning e intelligenza artificiale. È una delle sue principali direttrici strategiche.

Su quello che sta facendo Apple in tal senso si sa invece molto poco. E solo ora gli sviluppatori indipendenti potranno collegare i loro servizi al funzionamento di Siri, dato che prima Apple non lo permetteva. Un eventuale sorpasso di Cortana non sarebbe poi una sorpresa.

9. La privacy

Se siete sensibili al tema della privacy il confronto tra macOS Sierra e Windows 10 non ha molta storia perché è nettamente diverso l’approccio che Apple e Microsoft hanno alla gestione delle informazioni ricavate, anche anonimamente, dai loro sistemi.

Non che Microsoft abbia chissà quali scopi reconditi, è che storicamente i suoi sistemi operativi raccolgono più informazioni per ottimizzare il loro funzionamento. Windows 10 in particolare poi non è l’esempio migliore di discrezione, avendo infastidito più di un utente di Windows 7/8 con aggiornamenti scaricati anche senza esplicita autorizzazione e quasi “imposti”.

10. Le nuove tecnologie

Domotica con HomeKit, wearable con Watch, salute con HealthKit… Apple sta giocando su molti tavoli e cerca anche di guidare il modo in cui le nuove tecnologie entreranno nella vita quotidiana degli utenti. Forse solo sulla realtà virtuale e aumentata sembra avere una posizione più conservativa. E chissà cosa faranno i nuovi iPhone nel futuro anche prossimo.

Anche Microsoft fa molto con le nuove tecnologie, ma è meno evidente. Il lavoro che porta avanti è legato ai suoi servizi cloud e difficilmente lo vedremo concretizzato in molti prodotti a marchio Microsoft. Però ci capiterà di usare sistemi di altri produttori che a loro volta usano il cloud Microsoft per alimentare le loro funzioni. O vedremo applicazioni interessanti in ambiti Microsoft che non sono direttamente collegati a Windows, come tutto il mondo Xbox.

Dal punto di vista dell’utente finale vince quindi Apple, ma anche perché Microsoft preferisce un ruolo diverso.

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