Squash: come comprimere foto presto e bene

Con le connessioni Internet a larga banda non ci si preoccupa più delle dimensioni dei file, mentre una volta “snellire” le immagini del proprio sito era quantomeno una cortesia verso chi lo visitava e comprimere foto era indispensabile prima di inviarle. In realtà sull’online è sempre vero che meno pesano gli elementi meglio è, perché comunque si velocizzano i tempi di visualizzazione delle pagine web. Ora che la maggior parte degli utenti naviga da smartphone e sembra avere assai poca pazienza, perché non dare loro una mano?

Squash fa parte della nutrita schiera dei compressori di file che ricevono in ingresso vari tipi di file e ne danno in uscita una versione “slim”. La differenza tra queste utility la fanno tre elementi: la semplicità d’uso, l’efficacia e la perdita di qualità che impongono. Squash si distingue in tutti e tre questi campi.

Come funziona

La comodità di Squash sta soprattutto nella sua interfaccia, minimale. L’applicazione è molto veloce a lanciarsi e presenta solo una finestra in cui dobbiamo trascinare i documenti da comprimere. Supporta i principali formati (PNG, raw, TIFF, JPEG…), quindi va bene per comprimere foto e non solo formati grafici, e può essere impostata per convertire automaticamente in JPEG anche le immagini PNG, che tra l’altro sappiamo essere il formato standard delle catturate di schermo di macOS.

L'interfaccia di Squash, semplicissima
L'interfaccia di Squash, semplicissima

Altra funzione utile è la conversione in JPEG dei documenti PSD, che può essere utile quando vogliamo inviare un elaborato Photoshop ma non vogliamo o non possiamo aprire Photoshop per convertirlo. Manca invece, e questo è un po’ un peccato, il supporto alla conversione dei file in PDF.

Depositati i file da snellire nella finestra di Squash, la conversione inizia. L’applicazione è rapida nel compiere le sue operazioni e dà complessivamente buoni risultati nel comprimere foto e immagini, togliendo parecchio “peso” ai file.

Per sicurezza Squash non interviene dopo la conversione sui file originali, che restano dove sono, mentre quelli adattati vengono salvati o nella stessa cartella, o in una alternativa di default o… dove si vuole, nel senso che l’applicazione apre una finestra di dialogo per farci scegliere dove metterli. Questo comportamento si definisce nelle preferenze dell’app, che peraltro hanno assai poche opzioni.

Le preferenze di Squash
Le preferenze di Squash

Tirando le somme, Squash funziona molto bene per il compito che si prefigge. Pollice su per l’interfaccia, a volte solo un po’ troppo “animata” e rumorosa (ma i suoni si possono eliminare). Resta un tool adatto a chi pensa di usarlo di frequente dato il costo di una ventina di euro (sia sul Mac App Store che sul sito dello sviluppatore Realmac Software). L’applicazione è poi tra quelle comprese nell’abbonamento a Setapp.

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