BeoSound 1 di Bang & Olufsen

I sistemi musicali wireless all-in-one BeoSound 1 e BeoSound 2 di Bang & Olufsen figurano tra le recenti new entry nel catalogo dell’azienda danese specializzata nella realizzazione di prodotti di alto livello per l’audio e per il video, caratterizzati dal design estremamente curato.

Il modello BeoSound 1 è il più compatto e portatile tra i due e dispone anche di una batteria incorporata che ne rende ancora più facile lo spostamento in vari ambienti della casa.

Lo abbiamo provato, di seguito le nostre impressioni.

BeoSound 1 di Bang & Olufsen: la prova

1. Design

Il profilo a forma di tronco di cono è elegante e slanciato e il cabinet in alluminio offre una gratificante sensazione di solidità e di realizzazione pregiata. La struttura non ha viti a vista e la superficie uniforme in alluminio (tranne per due piccoli inserti neri), con i riflessi che si inseguono lungo il profilo lineare, fa del BeoSound 1 un oggetto raffinato e attraente, nella sua semplicità. Lo stile è senz’altro moderno, per il disegno essenziale e la scelta dei materiali, ma a nostro avviso può ben figurare (e anzi, piacevolmente risaltare) anche in arredamenti più classici. La base d’appoggio è leggermente rientrante rispetto al profilo conico e questo fa sembrare il diffusore quasi sospeso. In realtà ciò ha (anche) motivi tecnici e funzionali: lungo la superficie inferiore sono collocate le connessioni e sempre sulla superficie inferiore è montato il driver per i bassi, rivolto verso il basso in una configurazione usata di consueto nei subwoofer e utilizzata non di rado anche nei diffusori a più vie.

2. Acoustic Lens Technology

Anche il driver full range per le frequenze medie e alte è rivolto verso il basso: il suono emesso è indirizzato verso un riflettore che è progettato per diffonderlo in tutte le direzioni, a 360 gradi. È il sistema di dispersione delle frequenze alte che Bang & Olufsen chiama Acoustic Lens Technology e che l’azienda danese implementa anche in diffusori di livello più elevato; ed è la funzione dell’apertura prossima alla estremità alta dello speaker. Da questa apertura, che ha dunque una funzione acustica, possiamo ammirare la caratteristica curvatura della superficie riflettente; anche qui si cela un elemento funzionale, che vediamo di seguito.

3. Installazione

I manuali cartacei sono ormai un ricordo del passato: le istruzioni per la configurazione e l’uso le troviamo online sul sito del produttore. Intendiamoci, non abbiamo nulla in contrario, anche perché con il ruolo predominante che ormai hanno le app e il software integrato (il firmware), sarebbe comunque opportuno verificare la presenza di eventuali nuove versioni e in questo modo i produttori hanno la possibilità di mantenere la documentazione costantemente aggiornata. Lungo la superficie inferiore troviamo la presa per il cavo d’alimentazione (l’alimentatore è integrato, e per quanto ci riguarda preferiamo questa soluzione) e una porta Ethernet, nel caso (crediamo abbastanza raro) in cui si preferisca (o si sia costretti a) percorrere la strada della connessione cablata al posto di quella wireless. Accanto c’è anche un pulsante Settings.

4. Configurazione

L’accesso alle porte e la connessione dei cavi non è all’insegna del massimo della comodità, comunque non si tratta di un’attività che ripeteremo di continuo. Una volta alimentato il sistema, notiamo che in cima al riflettore è presente un led che ci avvisa dello stato del dispositivo lampeggiando e cambiando colore (il tutto accompagnato da segnali acustici). A questo punto abbiamo aperto le impostazioni Wi-Fi del nostro dispositivo iOS e abbiamo trovato il BeoSound 1 come nuovo altoparlante AirPlay da configurare. Abbiamo selezionato la rete Wi-Fi in cui inserirlo e il diffusore wireless in pochi istanti era pronto per essere usato come altoparlante AirPlay dai dispositivi iOS e dai Mac presenti nella rete locale. Il BeoSound 1 è in tutto e per tutto uno speaker per lo streaming di rete: non dispone di alcun tipo di collegamento audio fisico, nemmeno di un input aux mini-jack.

5. L’app BeoSetup

Nel nostro caso l’app di configurazione BeoSetup ha individuato la disponibilità di un aggiornamento per il firmware del dispositivo. L’app BeoSetup offre informazioni sullo stato e sulle impostazioni del dispositivo e consente di configurare alcuni parametri, quali ad esempio la rete, la password per l’accesso AirPlay, le proprietà Bluetooth, i livelli audio e altri. Una sezione Orologio e Timer ci consente di creare “allarmi”, cioè azioni da eseguire a orari e giorni specificati, e un timer, alla fine del quale l’azione verrà eseguita. L’app mostra anche i servizi di streaming audio supportati dal diffusore wireless mediante le app iOS e Android: Spotify Connect, TuneIn e Deezer. BeoSound 1 supporta anche Google Cast, Apple AirPlay e naturalmente la connessione audio Bluetooth. Può inoltre riprodurre stream audio da eventuali server DLNA presenti nella rete locale.

6. L’app BeoMusic

L’app BeoMusic per iOS agisce da centro di controllo per il BeoSound. Consente di selezionare le sorgenti audio tra la libreria del dispositivo iOS su cui è in esecuzione e i servizi compatibili, per i quali è necessario inserire le credenziali dell’iscrizione. Il supporto per Spotify, Deezer e TuneIn è integrato nel BeoSound 1, quindi l’app fa da comodo “telecomando” ma il diffusore esegue lo streaming direttamente dal servizio online selezionato. L’app offre anche l’accesso alle schermate dei setting descritte per l’app BeoSetup. Inoltre, mette a disposizione i controlli di riproduzione sull’interfaccia touch del dispositivo iOS. Controlli che sono disponibili anche sulla superficie superiore dello speaker, come vediamo nel punto successivo. La riproduzione della libreria del dispositivo dall’app BeoMusic ci è sembrata a tratti non funzionare bene; lo stream da un server DLNA locale e dai servizi online Spotify e TuneIn ha funzionato invece sempre in maniera fluida e stabile. E con l’app Musica di iOS la riproduzione  funzionava bene. In generale le app B&O a nostro avviso dovrebbero essere rifinite meglio e rese più stabili.

7. I controlli

Tutto il segmento superiore del BeoSound 1 agisce da manopola del volume. La superficie superiore dispone, al centro, di un led di stato ed è sensibile al tocco: consente di eseguire, con tocchi e gesti, varie operazioni, tra cui innanzitutto mettere in pausa la riproduzione o in standby il diffusore. Con un doppio tocco possiamo commutare sorgente (ad esempio passare da TuneIn a Spotify), mentre strisciando possiamo passare al brano successivo o precedente nella lista. Grazie al sensore di prossimità integrato, il gesto funziona sempre in modo coerente, qualsiasi sia la direzione dalla quale ci approcciamo alla superficie circolare di controllo: un tocco di classe. Non c’è alcun display a “deturpare” il look essenziale del BeoSound 1, nemmeno semplici icone: l’unico feedback visivo è quello (minimalista) offerto dai due led citati. Per il resto, il ruolo di interfaccia grafica è demandato all’app.

8. Funzionamento a batteria

BeoSound 1 è dotato di una batteria ricaricabile incorporata che rende lo speaker portatile e autonomo dall’alimentazione di rete. L’autonomia dichiarata dal produttore varia dalle 16 alle 4 ore a seconda del volume d’ascolto, che naturalmente incide molto. La possibilità di spostare a piacimento lo speaker è di indubbia comodità (con il modello superiore BeoSound 2 ciò non è possibile), tuttavia non assoceremmo al BeoSound 1 la portabilità come caratteristica peculiare. Seppur compatto, con i suoi 16,2 x 32,7 cm (larghezza al diametro maggiore x altezza) e i 3,5 kg di peso, non è votato alla massima maneggevolezza. Inoltre le finiture pregiate e il costo del BeoSound 1 potrebbero far sorgere qualche remora nel portarlo in giro a cuor leggero e in ogni circostanza. È senz’altro di grande utilità poter cambiare la collocazione nella casa alla bisogna, grazie alla natura wireless e al funzionamento a batteria. In tema di portabilità, un paio di punti avrebbero forse potuto essere progettati avendo come obiettivo una maggiore praticità: staccare e ricollegare il cavo di alimentazione dalla base non è una operazione comodissima. Inoltre, il modo più naturale per prendere il diffusore è dall’apertura in alto, proprio dove c’è il driver rivolto verso il basso; c’è comunque un po’ di bordo prima della superficie (delicata) dell’altoparlante.

9. Suono

I due driver sono pilotati da: un amplificatore da 20 watt il full range, uno da 40 watt il woofer, entrambi in classe D, tecnologia che offre un’elevata efficienza e sulle cui applicazioni in campo audio Bang & Olufsen è stata tra le prime aziende a fare ricerche e implementazioni. Il cabinet è in cassa chiusa, del sistema Acoustic Lens Technology abbiamo già detto. Ed è proprio questa la prima cosa a farsi notare: la dispersione del suono a 360° funziona ottimamente e la musica si diffonde in tutto l’ambiente rendendo piacevole l’ascolto da qualsiasi posizione. Anche dal punto di vista della potenza d’emissione il “piccolo” si dimostra tutt’altro che deficitario, riuscendo a sonorizzare una stanza normale anche a livelli abbastanza sostenuti. Sono pregi importanti per i tipi d’utilizzo per cui a nostro avviso il BeoSound 1 è più adatto, come ad esempio una situazione conviviale con gli amici o un ascolto di sottofondo mentre si svolgono le attività quotidiane. Un ascolto più “critico” e attento può portare alla luce alcuni limiti dello speaker: soprattutto nei passaggi più ricchi e complessi di brani piuttosto impegnativi, BeoSound 1 sembra fare un po’ fatica a cesellare con precisione la trama sonora, proponendo bassi poco controllati e strumenti un po’ “impastati” tra loro.

10. Conclusioni

BeoSound 1 è un sistema audio all-in-one decisamente superiore ai consueti altoparlanti compatti per quanto concerne il design, i materiali, le finiture, la cura dei particolari. Il sistema di controllo sul diffusore è semplice ed elegante, una raffinata e pregevole dimostrazione di una vincente fusione tra funzionalità e design. Trovandoci nell’ambito di una testata che “vive” nel mondo delle app iOS e facendo ampio uso delle app per il controllo dei device, dobbiamo dire che proprio le app, pur facendo il proprio lavoro, potrebbero essere perfezionate. Non è detto che ciò non avvenga in futuri aggiornamenti. Le opzioni di streaming sono ampie e coprono le più comuni esigenze delle attuali “case connesse”. Il supporto AirPlay è sempre il benvenuto per chi utilizza prodotti Apple, i servizi online più diffusi sono integrati e il diffusore può collegarsi con il sistema BeoLink Multiroom della casa. Per quanto riguarda la qualità del suono, è di buon livello per il tipico impiego di uno speaker all-in-one. Se invece si cerca un suono più orientato all’hi-fi, BeoSound 1 deve sicuramente fare i conti con una concorrenza molto valida.

Una valutazione complessiva deve comprendere anche la qualità di costruzione dell’oggetto, la sua capacità di arredare grazie al raffinato design, le funzionalità progettate con cura. E, siamo onesti, anche il valore aggiunto insito nel marchio stesso, per chi - del tutto legittimamente - dà peso al brand. Consigliamo perciò di andare a conoscere il BeoSound 1 di persona, accarezzarne le finiture, usarne le funzioni e ascoltarne il suono perché solo un’esperienza diretta può dirci se “scatta la scintilla”.

€ 1.295

Pro

• design
• batteria incorporata
• qualità delle finiture
• funzionalità
• ampio supporto per servizi e formati di streaming

Contro

• app da migliorare
• prezzo impegnativo

Informazioni sul sito Bang & Olufsen.

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