Adobe Photoshop Elements 11, se iPhoto non vi basta più

Applicando 321 - Test –

L’ultima versione del software di fotoritocco, che Adobe propone ai fotoamatori meno esperti in tema di postproduzione, presenta la filosofia di sempre, ma anche qualche (importante) nuovo dettaglio.

Diverse software house hanno adottato il modello degli aggiornamenti a intervalli più o meno costanti, rilasciando nuove versioni dei loro programmi principali con scadenze regolari. Adobe ne ha fatto una filosofia con il concetto del Creative Cloud collegato alla Creative Suite, ma anche le sue principali applicazioni orientate al consumer possono ormai contare su una nuova release all'anno. È il caso anche di Photoshop Elements, che insieme a Premiere Elements ha raggiunto la versione 11 e si propone nuovamente come applicazione di riferimento per il fotoritocco, almeno limitatamente ai molti fotoamatori che non sentono la necessità di passare a programmi più complessi come Photoshop Lightroom o Apple Aperture. In questo senso Photoshop Elements ha come concorrenti da un lato iPhoto per la sua semplicità, anche se il software Apple ha meno funzioni, dall'altro molti programmi “fotografici” di software house meno note, che di solito sono più completi di iPhoto ma anche meno curati dal punto di vista dell'interfaccia e dell'usabilità. Interfaccia e usabilità sono tra l'altro i punti su cui Adobe ha lavorato per migliorare Photoshop Elements tra questa versione 11 e la precedente 10.

Il ruolo di Organizer
L'impostazione di Photoshop Elements non è cambiata: si tratta all'atto pratico di due programmi (l'Organizer e l'Editor) che collaborano strettamente ma che restano distinti, rendendo secondo noi il flusso di lavoro sin troppo articolato per la classe di utenti a cui sono rivolti, a meno che ovviamente non si tratti di appassionati sia di fotografia sia di video, per i quali invece ha senso l'esistenza di un “organizzatore” unico che dialoga di volta in volta con la sezione fotografica o con quella di editing video. In queste pagine adottiamo un punto di vista strettamente fotografico, per il quale Organizer si occupa dell'importazione delle fotografie in Elements e della loro classificazione per metadati, mentre Editor è la parte più propriamente di fotoritocco. All'avvio il software per default chiede sempre con quale dei due componenti vogliamo iniziare, ma si può anche configurarlo in modo da avviare sempre uno piuttosto che l'altro. Nel caso, l'Organizer è la scelta più azzeccata e logica.

La prima novità di Elements 11 è il colore dell'interfaccia, che abbandona il grigio scuro tipico delle applicazioni professionali, come Photoshop Lightroom, e adotta un grigio chiaro più piacevole. La struttura di base dei dati prevista da Organizer è duplice e la si nota nella colonna più a sinistra: la normale organizzazione per cartelle, che rispecchia come le nostre foto sono salvate su disco, oppure una suddivisione in album che devono essere creati manualmente. Contrariamente ad altre applicazioni, Elements non crea album in occasione di ogni importazione. Più interessanti sono le classificazioni più o meno automatiche che Organizer crea in base alle foto che gli diamo in pasto: sono selezionabili dai pulsanti in alto e comprendono tutte le generiche foto (Media), una suddivisione in base ai volti riconosciuti nelle immagini (People), una classificazione analoga ma in base ai luoghi associati alle immagini (Places) e una temporale (Events). La classificazione per “eventi” è comoda in quanto Organizer crea automaticamente degli Smart Event relativi alle date in cui le foto sono state scattate, quindi è immediato avere una vista in stile calendario delle foto importate. La classificazione per volti riconosciuti e per luoghi richiede invece almeno una fase di identificazione, che nel caso dei luoghi è relativamente veloce perché si basa sulle coordinate già integrate nelle fotografie oppure su un trascinamento manuale delle foto su una mappa. Per i volti la cosa è più complessa perché il riconoscimento automatico in sé è rapido ed efficace, ma noi dobbiamo eliminare a colpi di mouse i volti rilevati inutilmente: meglio compiere l'operazione in più fasi con poche foto alla volta.

In Organizer si possono effettuare diverse operazioni legate sia alla classificazione sia a un primo ritocco fotografico. In quest'ultimo campo le funzioni prevedibilmente sono molto basiche: si attivano con il pulsante Instant Fix e, come lascia intendere questa denominazione, sono legate soprattutto all'ottimizzazione automatica delle immagini, il resto va fatto nell'Editor.

Se si esplora l'interfaccia di Organizer si trovano invece funzioni interessanti legate alla classificazione delle immagini. Il campo di ricerca in alto a destra permette ad esempio alcune query innovative legate all'aspetto delle fotografie: possiamo indicare da una e tre immagini e il software ne cercherà di altre simili, puntando sulla somiglianza delle forme o della distribuzione dei colori. Lo stesso vale per la cosiddetta Object Search, nella quale identifichiamo un dettaglio di una fotografia e indichiamo a Organizer di trovare le altre immagini in cui si trova: i risultati non sono sempre ideali ma nel complesso la funzione è efficace per indici di somiglianza superiori al 60 percento. Si tratta di funzioni che erano già presenti in Photoshop Elements 10, in questa versione ci sembrano un po' più efficaci.
Chi ama il lato “social” della sua passione fotografica - e anche video, dato che il software gestisce anche i filmati - tenga presente che le opzioni di condivisione delle immagini sono tutte relegate in Organizer e si trovano nel menu Share, il primo da destra nell'interfaccia principale: qui si trovano i collegamenti ai servizi online (pochi, in realtà, con Flickr, Facebook, YouTube e Vimeo) mentre altre opzioni di condivisione in realtà aprono l'Editor.

Poche novità per Editor
Photoshop Elements Editor è come al solito strutturato in tre sezioni diverse (Quick, Guided ed Expert) che in effetti sono tre “viste” di completezza crescente sulle medesime funzioni di modifica delle immagini. Nella sezione Quick ci sono sei classi di ottimizzazioni delle immagini, alcune delle quali suddivise poi in più sottopannelli, che non richiedono una particolare conoscenza delle tecniche fotografiche per essere applicate. Ogni tipo di ottimizzazione include nove miniature di anteprima che illustrano il risultato finale di altrettante “intensità” della specifica regolazione.

La sezione guidata (Guided) comprende 24 diverse elaborazioni fotografiche suddivise in 10 di ritocco vero e proprio (dal semplice cropping al ridimensionamento dinamico delle immagini con la “scomparsa” di alcuni dettagli), altrettante di effetti speciali (dall'effetto Orton alla simulazione degli obiettivi tilt-shift passando per la resa lomografica) e quattro particolarmente “giocosi”. Chi ha usato la versione precedente del software Adobe noterà che in questa sezione le novità si limitano all'introduzione di quattro nuove procedure guidate: High Key per inondare di una luce bianca diffusa le nostre fotografie, un effetto che funziona bene soprattutto su certi ritratti; Low Key per ottenere l'effetto opposto e staccare i soggetti dallo sfondo facendolo diventare quasi del tutto nero, un risultato utile in particolare nella macrofotografia; Vignette Effect per applicare e regolare una vignettatura, bianca o nera; Tilt-Shift per creare l'ormai onnipresente effetto-diorama.
Come sempre, dalla sezione guidata possiamo passare a quella Expert mantenendo le regolazioni fatte, il che è utile perché mostra come le regolazioni guidate siano in realtà il risultato di operazioni eseguite con le funzioni “complete” di Photoshop ma di cui viene nascosta la complessità. Così si nota ad esempio come un effetto tilt-shift sia realizzato duplicando la foto originale in un secondo livello, sfuocandolo e definendo poi una maschera che rende gradatamente visibile il primo o il secondo. Su queste modifiche apportate in modalità guidata si può intervenire con maggiore precisione nella sezione Expert, avendo a disposizione tutti gli strumenti di Photoshop Elements Editor che, giova ricordarlo, sfruttano l'esperienza che Adobe matura con il fratello maggiore Photoshop CS.

Nella sue versione completa l'Editor di Photoshop Elements 11 non ha grandi elementi di distinzione rispetto alla versione 10, ma uno è particolarmente importante e viene direttamente da Photoshop CS6. La finestra di dialogo Refine Edge è stata potenziata con alcuni controlli, tra cui in primissimo piano lo Smart Radius, per ottimizzare le selezioni di aree di un'immagine, specie di quelle assai poco definite come il fogliame. È anche possibile adesso esportare il risultato della selezione come un nuovo livello o un nuovo livello con maschera, il che semplifica molto lo spostamento da una fotografia a un'altra di oggetti con contorni poco definiti.
Non è altrettanto importante l'ampliamento della galleria effetti per la sezione Sketch, che interesserà soprattutto chi converte le proprie immagini in versioni “fumettose”. I nuovi effetti sono Pen and Ink, Graphic Novel e Comic, i cui nomi sono abbastanza esplicativi.

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