WebbIt ’03

La visione dallo specchietto retrovisore

Si è conclusa a Padova la terza edizione di WebbIt la manifestazione che si occupa di rete e di tutto quello che ci sta attorno. La manifestazione mantiene intatto il proprio fascino e parteciparvi è sempre un'esperienza positiva e stimolante. Ci sono stati cambiamenti e una naturale evoluzione, questo è un tentativo di tracciare un consultivo della manifestazione.

Ispirata dalla Rete
WebbIt è legata a doppio filo a Internet ed a tutto quello che sta attorno. Internet è in continuo movimento e sviluppo ed allo stesso modo anche la manifestazione di Padova è cambiata.
La prima impressione percepita è che l'edizione di quest'anno è stata molto più raffinata dell'anno precedente con una attenzione molto maggiore su diversi aspetti. Tutto questo determina un miglior impatto alla manifestazione che risulta più curata ed elegante. D'altro canto questo va a discapito della simpatica praticità che ha caratterizzato le prime edizioni della manifestazione.
Webbit risulta sempre in movimento come la rete da cui si ispira per cui ogni anno si ha qualcosa di diverso.
Andrea "Jida" Guida, del POC di Milano, un veterano di WebbIt e di queste manifestazionii, invita a vivere la manifestazione di anno in anno, "ogni WebbIt è diverso da quello precedente ed è meglio non fare alcun paragone". Vivere ogni WebbIt per quello che è perché ogni WebbIt è differente da quello precedente. Una specie di carpe diem informatico.

Trasposizione nel reale
Il concetto interessante è la trasposizione fisica dei concetti della rete. Ispirandosi dalla rete, si porta la mutevolezza di internet in una manifestazione reale con persone che interagiscono fisicamente. L'interazione tra sconosciuti, lo scambio di informazioni, l'incontrarsi su temi comuni. Tutto questo avviene solitamente mediato dalla virtualità della rete, mentre a WebbIt si realizza sul piano reale, con un'interazione diretta tra le persone.
Le prime manifestazioni di questo tipo, WebbIt ha preso spunto dalla manifestazione spagnola tenutasi a Valencia quattro anni fa, erano frequentate da un'élite di persone. Partecipavano gli esperti, gli smanettoni appassionati di internet che volevano scambiarsi idee sul nuovo giocattolo che li appassionava.
Nel momento in cui internet è cambiata aumentando la sua audience, la manifestazione ha iniziato a cambiare di conseguenza. I partecipanti sono aumentati e hanno trovato le proprie aree di specializzazione, grafica, usabilità, collegamento ai database, programmazione. Anche WebbIt si è ingrandita e diversificata di conseguenza: coprendo più argomenti e specializzandosi in alcuni.
Le modifiche costanti sono molto stimolanti ma portano una serie di problemi di identità se non si tengono chiaramente a mente quali sono le basi e gli attributi essenziali su cui si basa la manifestazione: il rischio di snaturamento è presente e reale.
La prima conseguenza dello sviluppo ha anche avuto come conseguenza la diminuzione del fattore ludico. Mentre le prime manifestazioni si risolvevano in un enorme torneo di Quake, ora questo aspetto risulta marginale rispetto le altre. Inoltre ci si allontana dallo spirito dell'Hacker Party, in cui si 'condividono' in modo poco legale le risorse di cui i vari partecipanti sono venuti in possesso.
Lo scopo resta sempre lo stesso lo scambio di informazioni ma questo avviene attraverso la creazione di una comunità.

L'anima
Lo spirito costituente WebbIt è essenzialmente quello di una grande riunione, o meglio unione, di persone che condividono con altre i loro interessi, scambiano opinioni e condividono scoperte e conoscenze.
Lo scopo stesso della fiera è quello di coinvolgere: coinvolgere le persone per farle venire con i loro computer, farle pernottare negli spazi organizzati nella fiera (intesa come luogo fisico), farle unire nelle comunità. In questo modo si animano tutte quelle manifestazioni serali quali contest (prove creative di vario genere su temi predeterminati) o presentazioni di esperienze, che formano l'anima della manifestazione. Per vivere WebbIt come esperienza bisogna fermarsi la notte e vivere e condividere le esperienze da pazzi del computer con gli altri partecipanti.


Come è cambiata, come si evolve

Come detto WebbIt si evolve di anno in anno e i cambiamenti risultano evidenti. Naturalmente gli organizzatori mirano ad espandere il business ed a coinvolgere un numero sempre maggiore di aziende.
Fisicamente la manifestazione di quest'anno è stata organizzata in questo modo. In un padiglione ci sono tutti i partecipanti attivi, quelli con il proprio computer, collegati alla rete, possono lavorare e riunirsi alla comunità di cui si sentono parte. Questo padiglione è chiamato Arena. Un secondo padiglione è stato riservato alle aziende con i propri stand. Un terzo padiglione è adibito a dormitorio, in cui si possono sistemare le proprie cose ed i sacchi a pelo per la notte.
Fatto salvo che WebbIt ogni volta è una nuova esperienza, il paragone con l'anno precedente non può mancare. Per quanto attiene la disposizione fisica delle parti, l'Arena dell'anno scorso era più grande ed era molto maggiore anche lo spazio dedicato alla 'zona notte'. Il padiglione in cui si trovavano le sale per i seminari è stato quasi completamente occupato dalle aziende. Quindi si è dato molto più spazio fisico alle aziende rispetto ai partecipanti.
Nella fiera di Padova vi era un'altra manifestazione in concomitanza e questo può aver influito sulla disponibilità di spazi. L'anno scorso vi era anche una piscina a disposizione dei partecipati per rendere ancora di più la manifestazione una festa. Quest'anno non è stato trovato lo spazio.
Nell'edizione precedente le aziende che partecipavano con un proprio stand, erano collocate all'interno dell'arena. Quasi certamente la decisione di collocarle in uno spazio separato ha influito sulla tranquillità e sul minor rumore ma il numero di persone negli stand sembrava molto superiore l'anno scorso. Si percepiva un'atmosfera molto diversa nei due padiglioni, quasi fossero molto lontani invece che a poche decine di metri. Da una parte la manifestazione seria e compita, dall'altra quella pratica e festosa.
Nel 2003 è stato deciso anche di modificare la data della manifestazione spostandola da inizio luglio a inizio maggio. Il tutto è per favorire le aziende che erano facilitate nella partecipazione. Inoltre la fiera di Padova rimane praticamente chiusa nel mese di giugno e doveva riaprire soltanto per WebbIt. Bisogna dire che Giove Pluvio ha dato una grossa mano in questo, ci fosse stato un brutto inizio di maggio, la vita per le persone che si sono fermate con il sacco a pelo sarebbe stata piuttosto dura.

Seminari e Workshop
Un ruolo di rilievo nella manifestazione è giocato dai seminari: vi è un numero veramente enorme di questi quasi un migliaio. I temi trattati sono in più diversi, per parteciparvi è sufficiente registrarsi in anticipo o anche poco prima dell'inizio se vi sono ancora posti disponibili.
La novità di quest'anno è stata il percorso di certificazione: seguendo un certo numero di seminari che trattano uno specifico argomento si ottiene la certificazione. Questo aiuta le persone a seguire un certo numero di seminari in modo coerente, fornendo un percorso formativo e di fruizione: è un aiuto determinante. Infatti è molto facile rischiare di trovarsi sommersi da un numero incredibile di seminari il cui argomento attrae, ognuno dei quali con qualcosa di coinvolgente, molti che si tengono negli stessi orari, con argomenti però dei più diversi e disparati. Seguendo questo approccio casuale, si hanno delle informazioni molto interessanti ma realmente 'random' e organizzate come un'esperienza ipertestuale casuale totalmente priva di un filo logico.
L'ulteriore novità nella panoramica dello scambio di informazioni è rappresentata dai workshop. Questa modalità di condivisione delle informazioni è molto interessante, anche se piuttosto lontana dalla mentalità italiana. Purtroppo i workshop sono stati collocati in posizione piuttosto infelice: sui lati del padiglione in cui si trovava l'Arena, molto più rumorosa dell'anno scorso. In queste condizioni l'interscambio di idee tra le persone, base dei workshop, è stato reso un'impresa titanica: a malapena si sentiva la persona che avrebbe dovuto fungere da moderatore per il rumore che c'era attorno. Inoltre in alcuni casi, il supposto moderatore ricopriva una parte da protagonista, rendendo la differenza tra workshop e seminari non così evidente.

La mela
Il numero di Macintosh presenti alla fiera era, a prima impressione, minore rispetto all'anno precedente. La parte principale dei partecipanti Mac era rappresentata dai POC, powerbook owner club.
Ma se si andava a guardare bene nell'arena si scopriva che molte persone avevano un computer della mela ma erano in gruppi di utenti delle finestre. Molti Mac si trovavano nei gruppi dedicati a Linux o FreeBSD, a dimostrazione che anche gli smanettoni apprezzano un'interfaccia grafica elegante e semplice.

Le persone e i commenti
In una manifestazione come WebbIt in cui sono le persone la parte importante, era inevitabile scambiare delle opinioni con i partecipanti. Sono sorti una serie di commenti sagaci e talvolta pungenti sulla cermesse. Inoltre facendo il bilancio del tempo trascorso nei padiglioni la maggior parte di questo è stato dedicato proprio a parlare con le persone, giornalisti, partecipanti o espositori che siano. Alla fine la battuta del film di Troisi "vado in giro incontro persone" sembra riassumere l'esperienza della fiera.
I primi appunti sono stati fatti sui seminari: molti di quelli organizzati dalle aziende partecipanti la manifestazione sono stati definiti degli "spot pubblicitari", alcuni hanno peggiorato la dose dicendoli "privi di contenuti costruttivi". L'altro commento sui seminari è stato che sono stati "o troppo generali, o troppo confusi, o troppo specifici". Bisogna dire che tenere un seminario è molto difficile. La difficoltà aumenta se non si conoscono i partecipanti e si rischia immediatamente di cadere in una delle tre trappole sopra elencate. Sta al relatore adeguarsi alla audience e modificare i propri temi per coinvolgere ed interessare i partecipanti. Tutto questo non è facile, necessita di una grande sensibilità e bisogna avere una buona esperienza per una gestione efficace.
Un ulteriore commento venuto da uno degli espositori è stato "Non hanno ancora venduto l'anima. Vediamo il prossimo anno quanto è grande la parte dedicata alle aziende e quanto quella per i partecipanti". La sensazione che ci si trovi davanti ad una svolta è piuttosto chiara. Se prossimo anno la fiera si dirigerà ancora più decisamente verso le aziende penso che si perderà del tutto quella sensazione elitaria di aver partecipato ad un grande party dell'informatica in cui le persone fanno da protagonista. A quel punto la direzione presa porta prima o dopo ad una fiera modello Smau in cui le persone che ti stanno attorno non sono più una risorsa ma una seccatura da evitare accuratamente.

Alla fine
WebbIt resiste come manifestazione differente, stimolante e affascinante fino a che sono le persone che ne sono i protagonisti e gli attori principali. Nel momento in cui ci si allontana troppo da questo e il senso di comunità comincia a diminuire, si perderà totalmente lo spirito agente che spinge a partecipare.
A meno di sconvolgimenti totali, consiglio caldamente di partecipare anche a WebbIt 2004.

PierSebastiano di Salvo

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here