Tre mesi da dimenticare

Apple, guadagno inferiore alle previsioni

Da quando a fine '97 Steve Jobs tornò a insediarsi sulla poltrona di comando di Apple, non c'era mai un giorno peggiore. Di ieri, giovedì 28 settembre 2000. Un giorno che in borsa si era aperto con il solito trand "neutrale" rispetto all'andamento degli ultimi 15 giorni. Poi, una volta accesa la miccia, la bomba è scoppiata e la deflagrazione è stata devastante.
E volenti o nolenti, ad innescare l'esplosione sono stati proprio Steve Jobs e Fred Anderson. Il CEO (Chief Executive Officer ovvero l'amministratore delegato) e il CFO (Chief Financial Officer, il resposnabile delle operazioni finanziarie) hanno comunicato infatti i risultati fiscali del Q4, l'ultimo quarto dell'anno 2000. La fotografia che ne esce è in pesante "rosso". No, Apple non è in perdita, ma in evidente calo nei profitti.
I risultati definitivi verranno annunciati il 18 ottobre ma i dati forniti ieri hanno comunque rilevanza definitiva: fatturato tra 1,85 e 1,90 miliardi di dollari; dividendi tra i 30 e i 33 centesimi per azione; complessivamente significa che Apple ha guadagnato 110 milioni di dollari anziché i sperati 165 milioni. Ben al di sotto dell'anno precedente e soprattutto al di qua di ogni pur negativa previsione.
La causa sarebbe dipesa da un disastroso e inaspettato calo delle vendite durante tutto il mese di settembre e soprattutto malgrado il lancio di nuove macchine sui mercati di tutto il mondo.
Durante le contrattazioni notturne (dunque ufficialmente a mercato chiuso), il titolo Apple (AAPL) è passato dai 53,50 dollari (aveva guadagnato più del 9% rispetto a mercoledì) addirittura a 24 dollari, per poi salire a quota 29, con cui ha aperto le contrattazioni di oggi.



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