Microsoft: s’incontrano le parti

Convocata per la settimana prossima una riunione tra gli avvocati della software house e i magistrati del dipartimento di giustizia. Anche la Comunità Europea starebbe investigando su Microsoft.


Microsoft ribadisce la propria posizione attraverso un'intervista di un suo dirigente al Wall Street Journal, che sottolinea come l'integrazione tra sistema operativo e browser, motivo di grande disputa nella causa in corso per monopolio, sia un elemento fondamentale della politica di sviluppo e di innovazione degli sviluppatori di Redmond.

Nel frattempo il giudice Thomas Jackson convoca le parti, per la settimana prossima, per un colloquio a porte chiuse con la speranza, forse, di chiudere la questione senza scorrere l'intero iter giudiziario. Secondo alcuni commentatori il giudice Jackson non sarebbe contrario a un patteggiamento, e gli stessi quartieri generali di Microsoft accoglierebbero di buon grado la conclusione in tempi stretti della vicenda. Saranno dello stesso avviso gli stati che hanno denunciato Microsoft all'anti-trust e il dipartimento di giustizia?

I guai per Microsoft, in ogni caso, sembrano ancora ben lungi dall'essere terminati: la borsa americana risparmia la casa di Redmond, in compenso l'Europa attacca, e non solo nei mercati azionari. La comunità europea starebbe infatti investigando sulla multinazionale di Bill Gates in base a due denunce per pratiche monopolistiche consegnate, a quanto pare, da due aziende europee, una costruttrice di cloni Pc e una impegnata nello sviluppo di software.
Nonostante le confessioni d'innocenza, quindi, il fronte della battaglia si estende...

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