Microsoft si difende: facciamo del bene agli utenti

Bill Gates risponde alle accuse di monopolio affermando che i consumatori scelgono i suoi prodotti solo per i maggiori benefici che ne ricevono.


Redmond (USA). La prima reazione di Microsoft alla conclusione del giudice Thomas Jackson secondo la quale la software house è colpevole di agire in un regime di monopolio ha toni morbidi, che evitano lo scontro frontale, ma fermi: gli utenti scelgono Windows e gli altri prodotti della casa di Redmond semplicemente perché sono i milgiori sul mercato, per cui si deve lasciare la software house libera di continuare nella sua politica di sviluppo e innovazione che va a tutto vantaggio dei consumatori. Parallelamente Bill Gates afferma che comunque si impegnerà nella ricerca di una soluzione amichevole e rispettosa della giustizia. Si va forse verso un patteggiamento?
Il giudice federale Thomas Jackson ha accolto la denuncia all'Antitrust del Dipartimento di Giustizia americano e di 19 Stati concludendo che Microsoft ha operato in un regiome di monopolio alterando le regole del libero mercato. La sentenza non ha per ora effetti pratici perché espressa in un livello preliminare di giudizio; rappresenta più che altro un permesso a procedere. Il giudice Jackson ha in pratica dato ragione ad Apple e IBM, che accusavano Microsoft di rendere impossibile un'effettiva concorrenza nel mercato dei sistemi operativi, e, soprattutto, a Netscape, fortemente danneggiata negli ultimi anni dallo strapotere della casa di Redmond, e ha affermato l'importante principio secondo il quale la posizione dominante della software house di Bill Gates rappresenta un ostacolo per lo svilupo tecnologico.

Il testo completo del Findings of Fact è disponibile sul sito del District Court of Columbia, in formato HTML, PDF e WordPerfect; primo comandamento: mai utilizzare gli strumenti del nemico!

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