La prima volta sul Mac

Come accennato in apertura, Premiere Elements 9 è per la prima volta disponibile per la nostra piattaforma. Al pari di Photoshop Elements, anche il programma per il montaggio video destinato al vasto pubblico degli appassionati sfrutta numerose …

Come accennato in apertura, Premiere Elements 9 è per la prima volta disponibile per la nostra piattaforma. Al pari di Photoshop Elements, anche il programma per il montaggio video destinato al vasto pubblico degli appassionati sfrutta numerose tecnologie che sono alla base del funzionamento del fratello maggiore, Premiere Pro. Per fare un paragone con l’offerta Apple, Premiere Elements 9 si colloca più o meno allo stesso livello di Final Cut Express, con il quale condivide la possibilità di realizzare filmati con un numero di tracce video e audio limitato solo dalle capacità dell’hardware, offrendo però anche funzionalità simili a quelle di iMovie, ad esempio grazie alla possibilità di scegliere un tema per dare una coerenza stilistica ai propri filmati.

L’elenco dei formati video supportati comprende tutti quelli più diffusi nel settore consumer, dal DV fino all’AVCHD, senza escludere i formati specifici delle più recenti fotocamere digitali. A differenza di iMovie e Final Cut Express, il formato AVCHD è gestito in modalità nativa, senza che sia cioè necessaria una transcodifica in fase di importazione, permettendo quindi un notevole risparmio di tempo. Il rovescio della medaglia è che questo formato mette a dura prova le capacità di calcolo del processore, per cui la successiva lavorazione può creare qualche difficoltà, a meno di poter contare su un Mac abbastanza potente. L’iMac con processore Intel Core 2 Duo da 2,4 GHz utilizzato per le prove non si è dimostrato molto reattivo, soprattutto quando si comincia a lavorare con gli effetti. In linea di massima, con il video HD può essere necessario effettuare il render di ogni effetto, se si vuole ottenere una perfetta fluidità nella riproduzione. Il programma in sé è comunque piuttosto esigente in termini di risorse e capita spesso di dover attendere alcuni secondi prima di ottenere la risposta a un comando.

La selezione dei clip da utilizzare per la creazione del filmato può essere gestita efficacemente con Organizer: l’analisi del materiale permette di determinare automaticamente il tipo di ripresa (statica, panoramica orizzontale o verticale, grado di stabilità, nitidezza, presenza di volti, qualità dell’audio, e altro ancora), semplificando quindi la successiva selezione. La funzione Auto Analyzer è in grado di individuare i cambi di scena in base al contenuto delle immagini ed è quindi utilizzabile vantaggiosamente anche con i video registrati da sorgenti analogiche.

Da Premiere Elements è possibile accedere direttamente alla libreria di Organizer ed è sufficiente trascinare un clip nella Timeline per creare un progetto con le corrette impostazioni per il formato video. In alternativa, è possibile scegliere fra i diversi formati supportati, ma la finestra di selezione può disorientare gli utenti meno esperti. Se si aggiungono poi clip in formati differenti, questi sono ridimensionati al formato prescelto.

In alternativa alla Timeline classica, si può selezionare la modalità Sceneline utile, sia per realizzare semplici montaggi con un’unica traccia video, sia per un primo ordinamento temporale delle clip, che potrà poi essere perfezionato in modalità Timeline. Per ogni clip inserito in una traccia video della timeline è possibile variare dimensioni, rotazione, posizione e livello di trasparenza, anche definendo un numero arbitrario di keyframe. Si possono così realizzare effetti come il picture in picture, facendo apparire in dissolvenza le immagini in sovrimpressione.

Il campionario delle transizioni messo a disposizione da Premiere Elements, una cinquantina in tutto, è praticamente completo e va dalle semplici dissolvenze fino a raffinate trasformazioni in 3D. Anche per gli effetti applicabili al video c’è solo l’imbarazzo della scelta. Gli effetti sono suddivisi in categorie omogenee, in modo da facilitarne la ricerca, e per la maggior parte di essi è prevista tutta una serie di parametri che permettono di controllare accuratamente il risultato finale. Anche gli effetti possono essere animati in modo che la loro azione vari nel tempo.
Non manca poi la possibilità di controllare la velocità di riproduzione di ogni singolo clip, rallentandola o velocizzandola a seconda delle necessità. Anche per l’audio si può contare su un discreto numero di effetti, utilizzabili però solo con tracce mono o stereofoniche (per l’audio surround si può controllare solo il guadagno).

Più che complete, poi, le funzionalità offerte dal programma per la creazione di titoli scorrevoli o statici, ai quali è possibile applicare anche effetti di animazione per le singole lettere che li compongono. Se si volesse qualcosa di più ricco, vale a dire titoli con elementi grafici di vario genere, si può poi contare su una scelta molto vasta di stili diversi.

Per velocizzare tutto il lavoro di montaggio dei clip, Premiere Elements mette poi a disposizione una trentina di temi differenti che vanno dal classico video delle vacanze a quello del matrimonio, passando per i videoclip musicali. Se poi si ha particolarmente fretta, si può fare un tentativo con la funzione Instant Movie che, una volta selezionati i clip video e la base musicale, crea automaticamente il montaggio. Non sempre questa funzione produce risultati ottimali, ma è comunque possibile rimettere mano al montaggio per tutte le modifiche del caso.

Dal disco alla Rete
Premiere Elements è in grado di gestire la creazione di semplici DVD o dischi Blu-ray e per questa operazione si può scegliere fra un discreto numero di temi suddivisi in una dozzina di categorie diverse. Il risultato può essere masterizzato direttamente su disco oppure utilizzato per creare un cosiddetto Web DVD, vale a dire un filmato in formato Flash con la struttura a menu tipica dei DVD, visualizzabile con un browser per Internet. Anche il semplice montaggio, senza menu, può essere salvato in formato Flash Video, oppure MPEG2, H.264 e QuickTime, in quest’ultimo caso però solo in definizione standard, anche se il filmato è stato realizzato con clip in alta definizione. Per quel che riguarda i dispositivi mobili, è prevista l’esportazione nei formati 3GP e in quelli supportati da iPhone, iPod touch e Sony PSP. Infine, il filmato può essere caricato anche direttamente su YouTube.

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