il ratto delle sabine

Un classico gioco di ruolo ci mette nei panni di David, l’eroe indomito a cui il cattivone di turno ha soffiato la ragazza. Aiutati da una congrega di personaggi poco raccomandabili, andiamo a riprendercela a suon di fendenti e armi magiche

Nell'eterno palleggio fra Bene e Male c'è sempre qualche guastafeste che si fa prendere la mano da una delle due parti (casualmente il Male) e finisce per esagerare con il tifo, col risultato che tocca a noi poveri giocatori mettere le cose a posto (rassicurando il Bene di essere sempre il trionfatore, naturalmente). Il buontempone di turno stavolta è Silver, potentissimo quanto perfidissimo mago che oltre a dare il titolo all'omonimo gioco, domina l'altrimenti pacifico mondo di Jarrah servendosi come braccio armato del suo figlio guerriero Fuge e degli incantesimi di sua figlia, la strega Glass.

La sete di potere magico che ha consumato Silver anche fisicamente lo ha portato all'uxoricidio dopo aver scoperto la storia di sua moglie con Nemesis, l'unico guerriero ad aver sconfitto Silver in passato.

È a questo punto, terminati i lunghi minuti del filmatone iniziale, che il mago spedisce il cattivissimo figlio Fuge a rapire tutte le donne di Jarrah, tra le quali Silver sceglierà la sua prossima sposa. Purtroppo per lui il ratto avviene sotto i nostri occhi, ovvero quelli del giovane e focoso guerriero David, tirato su da suo nonno a pane e spada nella verde e idilliaca foresta di Verdante. Non sia mai che ci rapiscano la bella Jennifer impunemente: e così ci buttiamo, con l'arzillo nonnetto in armatura, all'inseguimento del galeone di Fuge muovendo i primi passi nel mondo di Jarrah e nel meccanismo di gioco di Silver.

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