Il nome è mio e lo gestisco io

Il Consiglio dei Ministri cerca di porre un limite all’anarchio scatenata nei domini Internet italiani dopo la comleta liberalizzazione.

Internet. Non è tutt'oro... dice un vecchio adagio; la liberalizzazione dei domini di secondo livello con suffisso .it è stata una decisione sulla quale non si può non essere d'accordo, altro è il fatto che si è arrivati a questo obiettivo pur non essendo in alcun modo preparati alla cosa. I fax della Registration Authority (http://www.nic.it/RA/), per dirne una, già notoriamente tendenti all'occupato cronico, sono ora accessibili solo da chi può vantare un rapporto particolarmente privilegiato con la Dea bendata.
E mentre imprenditori nostrani, dotati di un numero di scrupoli di coscienza non proporzionalmente paragonabile alla quantità di soldi che possono gestire, cercano di mettere avidamente le mani su ogni dominio che può avere anche solo un vago odore di denaro, c'è anche chi si è ricordato che forse sarebbe necessario creare qualche strumento legislativo che regoli la faccenda. Naturalmente ci auguriamo che la questione venga solamente regolata, e non "limitata" e "repressa".

Proprio a questo proposito si è scomodato nientepocodimenoche Claudio Caprara, Consigliere Personale del Presidente del Consiglio, per inviare un messaggio alla RA nel quale si invitava a non consentire la registrazione di domini contenenti nome e cognome di persone fisiche, se non è la persona stessa a richiederlo. L'iniziativa ci sembra lodevole nell'impegno, anche se dimostra una volta ancora il ritardo e la scarsa comprensione che le nostre istituzioni sembrano avere nei confronti della rete, visto il tardivo, parziale e poco pratico intervento.

Nel frattempo ci è giunta notizia di un'interrogazione parlamentare di un deputato Verde, che chiede il commissariamento della RA: fuoco incrociato per i gestori del Web nostrano.

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