Editoriale Applicando n. 258, novembre 2007

Apple va a gonfi e vele, ma… Sono passati ormai più di dieci anni da quando il rischio che Apple soccombesse schiacciata dalle regole di un mercato inadatto, forse per sua stessa natura, a premiare l’innovazione e la pluralità dell’offerta, sembrava …

Apple va a gonfi e vele, ma...

Sono passati ormai più di dieci anni da quando il rischio che Apple
soccombesse schiacciata dalle regole di un mercato inadatto, forse per
sua stessa natura, a premiare l'innovazione e la pluralità dell'offerta,
sembrava reale e concreto.
Erano gli anni dell'esplosione di Windows
e di una Apple che sembrava arrancare nonostante “il sistema delle fi nestre”
l'avesse inventato lei, quasi dieci anni prima. Tutto questo mentre Steve Jobs
era in esilio, costretto a occuparsi di altro, ovvero workstation e cartoni
animati (NeXT e Pixar, tanto per essere chiari). Poi Jobs è tornato, e quello
che è venuto dopo ormai è storia… Ed è una storia che conosciamo bene
proprio perché l'abbiamo vissuta in prima persona, da utenti, da osservatori,
da commentatori ma, prima di tutto, da appassionati Mac; peccato solo
di non averla vissuta anche da investitori, vista la vertiginosa e costante
rivalutazione delle azioni Apple: mentre scriviamo, è stato battuto il record
di 170 dollari per azione… Un tasso di crescita nel mercato dei tecnologici
che continua a stupire anche noi.

È una storia che conosciamo bene, dicevamo. Ed è per questo che
nell'articolo di copertina di questo mese dedicato al nuovo iMac abbiamo
voluto inserirne anche uno che ripercorre la storia, lo sviluppo tecnologico e
di design, del modello che ha avviato la riscossa di Apple. Tutto è “ri-partito”
da lì e da allora il Mac e tutte le sue emanazioni - iPhone incluso - di strada
ne hanno fatta. Per capire il presente bisogna conoscere il passato, e questo
può valere anche quando si parla di un nuovo iMac.
Ma la riscossa di Apple non passa solo per l'hardware, naturalmente.
C'è anche il software a contribuire indubbiamente al suo successo così
come, ne siamo convinti, il fatto che il Mac oggi è l'unico computer in
commercio che permette la doppia installazione Mac OS X e Windows.
Di software parliamo nel secondo articolo del Focus di questo mese, quello
dedicato alle tante applicazioni che compongono le suite iLife e iWork '08.
Le abbiamo analizzate una per una e, come vedrete, le novità sono tante.

Apple va a gonfi e vele, dunque, e di questo non possiamo che essere
entusiasti.
Ma l'entusiasmo non ci impedisce di vedere che c'è qualcosa
che non ci piace nelle più recenti strategie di Cupertino. Non ci piace, e lo
diciamo senza giri di parole, la chiusura dell'iPhone, l'impossibilità di
sviluppare software da terze parti, l'obbligo di scegliere un operatore
telefonico. Non ci piace dovere aspettare quasi un anno per averlo in Italia.
E non ci piace nemmeno che un oggetto comunque interessante come
l'Apple TV sia stato mortifi cato dalla scelta - non tecnologica ma
esclusivamente strategica - di non riprodurre i formati più diffusi per il video
sul Web (è come se l'iPod non riproducesse gli MP3). Questo non è il Digital
Lifestyle che ci aveva promesso Steve Jobs… Questa è un'altra cosa
e ha poco a che fare anche con gli ultimi dieci anni della storia di Apple./p>

—Francesco D'Ambrosio

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