Dropbox

Applicando 314 –

Nato dall’idea di due neo-laureati ingegneri del MIT nel 2007, Dropbox è diventato nel corso degli anni l’emblema dei servizi di storage online. Non è stato il primo, ma grazie all’integrazione con i sistemi operativi pi …

Nato dall’idea di due neo-laureati ingegneri del MIT nel 2007, Dropbox è diventato nel corso degli anni l’emblema dei servizi di storage online. Non è stato il primo, ma grazie all’integrazione con i sistemi operativi più diffusi, il costante supporto da parte degli sviluppatori e i conseguenti aggiornamenti, questo servizio è diventato il modello che altre aziende hanno deciso di imitare. Dopo essersi registrati sul sito Dropbox.com si ottengono gratuitamente 2 GB di spazio in cui inserire i propri dati. A differenza dei dischi di rete a cui si era abituati fino al lancio di questo servizio, con Dropbox la cartella “tra le nuvole” è semplicemente una copia di quella omonima presente all’interno del nostro computer. Ogni file inserito nella cartella Dropbox verrà automaticamente replicato sul nostro spazio dati.

A premiare il successo di questo servizio è stato sicuramente l’approccio che si è voluto dare verso chi lo utilizza gratuitamente: facendo iscrivere i propri amici, tramite un link di riferimento legato al proprio account, sia il nuovo utente sia quello vecchio ottengono in regalo 500 MB di spazio aggiuntivo. Attraverso questa e altre formule, un utente che si affida a Dropbox con un piano esclusivamente gratuito può arrivare a ottenere 18 o più Gigabyte di spazio aggiuntivo. Installando l’applicazione per Mac OS X, Windows o Linux viene automaticamente creata la cartella Dropbox in cui inserire i propri dati, inoltre con le App per smartphone o tablet (iPhone, iPad, Android, BlackBerry, Windows Phone e altri) o direttamente dal sito web è possibile accedere da qualsiasi luogo al proprio account e caricare o scaricare contenuti.

Utilizzando Dropbox su più computer, ad esempio quello di casa e quello dell’ufficio, i documenti verranno sincronizzati automaticamente non appena inseriremo un nuovo file da una qualsiasi postazione. Per distribuire, inoltre, file di grosse dimensioni è possibile ottenere collegamenti “pubblici” dei documenti presenti nella propria Dropbox, da inviare ai propri colleghi o amici.

Negli ultimi anni la disponibilità di API per gli sviluppatori di terze parti ha permesso alle applicazioni iOS di sfruttare lo spazio disponibile di un account Dropbox per sincronizzare documenti di ogni tipo. A differenza di iCloud, quindi, un utente può scrivere un documento sul suo iPad con un’applicazione compatibile, salvarlo su Dropbox e accedervi, senza problemi, dal computer per continuare successivamente il lavoro. Ultima, ma non meno importante, funzionalità di Dropbox riguarda la possibilità di poter recuperare dall’interfaccia web versioni precedenti di documenti modificati o cancellati, una funzione simile a ciò che Versioni consente nelle applicazioni compatibili con Mac OS X Lion, ma disponibile in Dropbox già da diversi anni. Recentemente, con l’introduzione della funzionalità Camera Upload, le foto scaricate da uno smartphone o una fotocamera direttamente nella Dropbox (dall’applicazione ufficiale, non manualmente) consentono di ottenere 500 MB di spazio aggiuntivo ogni 500 MB di immagini, fino a un massimo di 3 GB. Per l’ecosistema Apple esistono un’applicazione ufficiale per Mac e una per dispositivi iOS. I piani a pagamento attualmente prevedono soglie Pro da 50 e 100 GB (con 1 GB gratis per ogni referente a partire da 9,99 dollari al mese o 99 l’anno) e Team per gruppi di lavoro, con una soglia base di 1 Terabyte di spazio condiviso.

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