ArcSoft PhotoStudio Darkroom 1.5

Test –

L’applicazione per la selezione e il trattamento preliminare delle immagini dispone di strumenti di classe professionale e offre un buon rapporto prestazioni/prezzo, ma consente solo l’accesso indiretto alle librerie di iPhoto.

Con le fotocamere digitali e la capacità che hanno oggi le schede di memoria, si è portati a scattare decine o anche centinaia di fotografie. Solo una minima percentuale di queste finiscono con l'essere stampate su carta, ma anche se ci si limita a visualizzarle sullo schermo, può essere necessario un minimo di intervento per correggere l'esposizione o la resa dei colori. iPhoto, fornito gratuitamente con ogni nuovo Mac come componente della suite iLife, permette di effettuare alcune correzioni sulle immagini, insufficienti però a soddisfare gli appassionati più esigenti. A questi si rivolgono Aperture della stessa Apple o Adobe Lightroom, programmi perfettamente adatti anche all'uso professionale, che però hanno un prezzo forse un po' elevato per gli utenti occasionali. Molto più conveniente è la soluzione proposta da ArcSoft con PhotoStudio Darkroom, edito dalla Avanquest, che offre gran parte delle funzionalità tipiche di programmi più costosi a una frazione del loro prezzo.

Elaborazione non distruttiva
Per la selezione delle immagini da correggere, si può ricorrere al browser integrato che mostra le miniature in due dimensioni diverse. Oltre ai formati JPEG, TIFF e BMP, il programma supporta anche un buon numero di varianti del formato RAW. Non è però possibile accedere dal browser integrato direttamente alle fotografie contenute nella libreria di iPhoto, ma occorre utilizzare il comando Apri del menu File.
Come la maggior parte dei programmi di questo genere, gli interventi effettuati con PhotoStudio Darkroom sono di tipo non distruttivo, nel senso che la fotografia originale non viene modificata. Anche se dopo l'elaborazione si cerca di salvarla con lo stesso nome del file originale, il software aggiunge comunque una numerazione progressiva al nome: non c'è quindi alcun rischio di perdere l'originale. Le regolazioni possibili sono suddivise in otto diverse sezioni, con un ordine sequenziale suggerito dalla loro disposizione nella parte destra della finestra principale, ma che non deve essere necessariamente rispettato.

Si può cominciare con il regolare l'esposizione e per questo ci si può aiutare sia con l'istogramma, sia attivando il comando che mostra l'eventuale perdita di dettagli in corrispondenza delle ombre o delle alte luci, evidenziati rispettivamente in blu e rosso. Le immagini possono essere visualizzate in modo da riempire l'area a disposizione o con un rapporto di 1:1 fra pixel dello schermo e pixel della fotografia. Un pulsante permette di regolare automaticamente l'esposizione, comando che si è dimostrato molto efficace. Nella stessa sezione è possibile modificare anche tonalità, saturazione, luminosità e contrasto.
Per la correzione del bilanciamento del bianco è prevista una sezione specifica e, anche in questo caso, si può contare sulla possibilità di regolazione automatica, semplicemente con un clic su una zona dell'immagine che debba essere riprodotta con una tonalità perfettamente neutra. In alternativa, si può scegliere uno dei valori predefiniti, simili alle impostazioni selezionabili in fase di ripresa, oppure regolare la Temperatura colore o la Tinta. Nel piccolo manuale cartaceo che accompagna il programma sono riportati gli esempi corrispondenti ai diversi valori predefiniti, ma essendo stampato in bianco e nero, sono del tutto inutili. Il contenuto del manuale corrisponde comunque fedelmente alla guida in linea e in questa gli esempi sono a colori, anche se il soggetto scelto non è particolarmente indovinato. Sempre per quel che riguarda la resa dei colori, con la sezione Effetti cromatici è possibile eliminare o aggiungere una dominante colore, trasformare le fotografie a colori in bianco e nero, controllando la tonalità dei diversi colori, o virarle in seppia.

Non mancano poi una sezione dedicata alla rimozione dell'effetto occhi rossi e un'altra specifica per il ritaglio e il raddrizzamento delle fotografie, operazione facilitata dalla sovraimpressione di una griglia che permette un perfetto posizionamento della linea dell'orizzonte o delle linee verticali. Per quel che riguarda il ritaglio, è anche possibile stabilire le proporzioni dell'immagine risultante, corrispondenti ai più comuni formati di stampa delle fotografie. Il ritocco delle fotografie è limitato alla rimozione di punti e macchie, solitamente provocate da tracce di polvere presenti sul sensore.

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