Transcend StoreJet 25D2-W

Test –

Hard disk portatile da 2,5” con interfaccia USB 2.0 disponibile in tagli da 500 e 640 GB. Estetica gradevole, ma software aggiuntivo solo per Windows.

Transcend è nota a livello mondiale per i prodotti legati alla memorizzazione: drive e schede flash, dischi a stato solido, moduli di memoria RAM e così via. Nel catalogo dell'azienda taiwanese è presente anche una linea di hard disk esterni, caratterizzata dalla denominazione StoreJet. Nella lista degli accessori per computer Apple viene inserito il modello StoreJet 25D2, soprattutto nella sua versione bianca (contraddistinta dalla W presente nel codice del prodotto): ne esiste infatti anche una con colorazione nera. Il taglio da noi provato era da 500 GB ma l'unità è disponibile anche con capacità da 640 GB. L'unica interfaccia utilizzata è la USB 2.0 autoalimentata (non è quindi necessario un alimentatore esterno). In dotazione è presente il cavo con connettore Mini-USB da un lato, per il drive esterno, e terminazione a Y con due connettori USB dall'altro, per il computer, utile nel caso in cui un'unica connessione non riuscisse ad alimentare il disco. Nella confezione viene fornita anche una custodia morbida da viaggio, nera.

Lo stato di accensione e attività è indicato da un led la cui luce blu si intravede al di sotto della superficie superiore. Quest'ultima presenta una finitura, nel modello ricevuto in visione, bianca lucida. Il case è costruito con materie plastiche che non offrono una sensazione di elevata robustezza: il costruttore lo descrive comunque come “shock resistant”, anche grazie al sistema di sospensione interno che protegge l'hard disk SATA da 2,5” a 5400 RPM alloggiato nel guscio. Quattro piedini gommosi posti sull'involucro inferiore del guscio rendono stabile il posizionamento sulla scrivania ed evitano scivolamenti sulla superficie d'appoggio.

Il design di questo compatto disco portatile non è affatto sgradevole, anche se in realtà l'abbinamento estetico al Mac è relativo, visto che il bianco è ormai quasi completamente scomparso dal catalogo Apple. Anche dal punto di vista funzionale il supporto Mac, evidenziato con enfasi sulla scatola, si limita semplicemente a una compatibilità molto generica. Il drive è infatti in formato MS-DOS (FAT32) e per usarlo ad esempio con Time Machine andrebbe quindi reinizializzato in HFS+, formato che però, a sua volta, non consentirebbe di leggere e scrivere dati anche da un Pc (attenzione: come è noto, la formattazione fa perdere tutti i dati presenti sul disco). Alcune funzionalità aggiuntive evidenziate anche sulla confezione, ad esempio di protezione e sicurezza dei dati, sono inoltre disponibili esclusivamente previa installazione di strumenti software, ma registriamo con un certo disappunto che tali applicazioni sono disponibili solo in versione Windows, sul disco stesso e in download dal sito del produttore. Sul disco è presente anche la documentazione in PDF tradotta in varie lingue, tra cui l'italiano.

Il sospetto che sorge quindi spontaneo è che la scelta di sottolineare la compatibilità Mac nasca più da esigenze di marketing che da una effettiva ricerca di integrazione con la piattaforma della Mela, vista anche la mancanza di un'interfaccia più performante e molto diffusa sui Mac, come la FireWire 800. In ogni caso, il disco svolge in maniera fluida il suo compito di unità di archiviazione portatile ed economica.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here