Test – Nikon Coolpix S60

Un ampio display sensibile al tocco per questa elegante compatta da 10 Megapixel, disponibile in diverse colorazioni. Il suo punto debole è l’autonomia

Questa Coolpix non è certo la prima
fotocamera dotata di un display di tipo touch screen, ma è l’unica a non offrire
alcun altro dispositivo di interazione, se si escludono il pulsante d’accensione
e quello di scatto. Il risultato è un apparecchio dal design estremamente
pulito con finiture lucide che, se da una parte conferiscono un aspetto particolarmente
elegante, dall’altra sembra che non possano fare a meno di attrarre le impronte
digitali. L’obiettivo ha uno sviluppo verticale all’interno del corpo dell’apparecchio
e quindi non sporge in alcun modo quando è in funzione.

Lo schermo, in formato panoramico e
con diagonale di 3,5
pollici (quasi 9 cm), occupa quasi interamente il dorso della
fotocamera. Le zone sensibili al tocco si trovano sui due lati del display ed è
quindi abbastanza frequente attivare involontariamente una delle opzioni. Anche
lo zoom, con focale equivalente che va da 33 a 165 mm, si controlla tramite il touch screen e
le altre regolazioni a cui si ha accesso diretto sono quelle per la modalità
macro, il funzionamento del flash e l’autoscatto. Una particolarità è
rappresenta da una delle impostazioni dell’autoscatto che permette di scattare
la foto solo quando il soggetto sta sorridendo, funzione assistita dal
riconoscimento automatico dei volti. Con soggetti di altra natura, l’area di
messa a fuoco può essere selezionata con un semplice tocco sul display. Quando
si utilizza la fotocamera a mano libera è più rapido però spostare leggermente
la fotocamera, centrare il soggetto e premere il pulsante di scatto a metà
corsa, in modo da memorizzare messa a fuoco ed esposizione.

Per le poche altre regolazioni, come
la sensibilità o la compensazione dell’esposizione, occorre invece passare per
il menu, il che vuol dire dare almeno quattro comandi in sequenza, con l’aggravante
che la risposta del touch screen non è proprio delle più immediate. Come altri
modelli della stessa linea, la
Coolpix S60 è volutamente progettata per un’utenza che vuole
in primo luogo una fotocamera semplice da usare: per tutti gli altri, Nikon ha
a catalogo apparecchi in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.

La sensibilità può essere regolata
automaticamente dalla fotocamera, negli intervalli compresi fra 64 e 800 ISO
oppure 64 e 1.600 ISO nella modalità alta: poiché già a 800 ISO è ben
avvertibile la granulosità tipica delle fotocamere che utilizzano sensori di
dimensioni relativamente ridotte, sarebbe stato forse opportuno limitare il
primo intervallo a un valore di 400 ISO, che produce immagini un po’ più
accettabili. Il massimo valore di sensibilità che può essere impostato è di
3.200 ISO; in questo caso, la risoluzione è limitata a 2.592 x 1.944 pixel e la
qualità è sufficiente per ricavare stampe in formato cartolina. Il sistema di
riduzioni delle vibrazioni si è dimostrato molto effi cace, permettendo di
usare tempi di scatto relativamente lunghi anche a mano libera. L’unico limite
all’impiego in condizioni di luce scarsa è costituito dall’impossibilità di mettere
a fuoco soggetti che non siano ben contrastati, aggravata dal fatto che non si
può regolare in alcun modo la distanza di messa a fuoco.

Anche per la visione delle fotografie
appena scattate si utilizza il display a sfioramento e, come accade con l’iPhone
o l’iPod touch, ruotando la fotocamera, le immagini ruotano di conseguenza. Per
passare da un’immagine all’altra è sufficiente far scorrere un dito sullo schermo
e con una serie di tocchi la si può ingrandire fino a dieci volte. Anche per
queste operazioni, la risposta del touch screen non è sempre immediata e quindi
l’esperienza può essere abbastanza frustrante. A parziale discolpa, c’è da dire
che la lentezza è causata dal “peso” delle immagini, poco più di 4 MB per
quelle scattate alla massima risoluzione possibile.

La Coolpix S60 mette a disposizione tutta una serie di funzioni
per la modifica delle fotografie. In particolare, è possibile correggere la
prospettiva in modo da eliminare l’effetto di convergenza nella fotografia di
monumenti o edifici in genere oppure migliorare la luminosità e il contrasto,
ricorrendo alla funzione D-Lighting. La correzione della distorsione a barilotto,
tipica delle fotografie scattate con le focali più corte, può invece essere
effettuata già al momento della ripresa, attivando l’apposita funzione. È
prevista anche la possibilità di ridurre il formato delle immagini a dimensioni
tali da poter essere inviate come allegati a un messaggio di posta elettronica.
In tutti i casi, l’immagine rielaborata viene salvata sulla stessa scheda,
lasciando inalterata quella originale.

Con l’opzione
Disegno, che fa parte delle numerose modalità Scena, è poi possibile “scrivere”
direttamente sullo schermo utilizzando la punta di un dito o, meglio, il
minuscolo stilo che fa parte del corredo di accessori, trasformando così la
fotocamera in un minuscolo taccuino per gli appunti. L’immagine risultante ha
un formato di 640 x 480 pixel, sufficiente per annotare un numero di telefono o
un indirizzo.

La presa per il collegamento del
cavo USB, o di quello audio/video, si trova proprio a fianco dell’attacco per
il treppiede e non è protetta in alcun modo, al contrario del connettore mini HDMI,
situato su uno dei lati della fotocamera.

L’applicazione
Nikon Transfer, fornita a corredo, può essere utilizzata per il trasferimento
delle fotografie sull’hard disk del computer e, in questa fase, è possibile assegnare
un nuovo nome alle immagini, una descrizione dei soggetti e altre parole chiave
che ne possono facilitare la successiva ricerca.

La creazione di
immagini panoramiche è poi possibile con Panorama Maker, dotazione standard
delle compatte Nikon.

Un’ultima nota
riguarda il discreto consumo d’energia, che è da imputare soprattutto al
display touch screen. La minuscola batteria agli ioni litio che alimenta la Coolpix S60 offre un’autonomia
di un centinaio di scatti, piuttosto ridotta rispetto agli standard attuali.

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