Test – FileMaker Pro 12

Applicando 314 –

L’ultima release di FileMaker è ricca di novità interessanti e segna il passaggio a un approccio nuovo, più legato allo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPad. Cambia però il formato dei file e l’importazione di quelli “vecchi” può rendere necessario qualche intervento a livello di interfaccia.

L’attesa è stata lunga, la versione 11 risale ormai a quasi due anni orsono, ma questa nuova release di FileMaker è ricca di novità interessanti e promettenti spunti per il futuro, come vedremo tra poco. Certo è che si tratta di una versione spartiacque, come non succedeva dagli ormai lontani tempi di FileMaker 7: la 12, infatti, cambia il formato file da .fp7 a .fmp12. I file creati ex novo, quindi, potranno essere usati soltanto con la versione attuale mentre, per usare un applicativo creato con una versione precedente, sarà necessario effettuare una conversione.

Come avviene in occasione del cambiamento di formato del file, non è possibile utilizzare configurazioni che coinvolgono versioni diverse: un applicativo FileMaker 12 richiederà la versione 12 sia per i client, che potranno essere Pro, Advanced o Go, sia per il server, sia esso in versione standard o Advanced. Nessun problema, invece, per l’utilizzo multipiattaforma: FileMaker 12 continua a supportare Mac OS X, iOS e Windows, anche in situazioni ibride. L’elenco dettagliato dei requisiti di sistema è disponibile a questa pagina.

Come dicevamo, per usare in FileMaker Pro 12 un applicativo creato con una versione precedente, è necessario effettuare una conversione. E qui, per fortuna, c’è la prima buona notizia: la conversione a FileMaker 12 è quasi completamente indolore. Nessun problema nella conversione di script e formule, solitamente gli aspetti più delicati di questo tipo di passaggi, e un’ottima conversione degli elementi del formato scheda al nuovo tipo d’interfaccia: le uniche eccezioni sembrano essere gli elementi che utilizzano effetti un po’ retrò, come il rilievo o l’incassato. In ogni caso non pare essere nulla di bloccante e, grazie ai nuovi strumenti di disegno, in pochi minuti è possibile sistemare queste incongruenze anche su decine di formati scheda.

FileMaker si rifà il trucco
Benché FileMaker 12 abbia un bagaglio di novità che abbraccia l’intera applicazione, l’aspetto più eclatante di questa versione è sicuramente la nuova gestione dell’interfaccia utente e degli strumenti che ne regolano la costruzione e il funzionamento. A partire da FileMaker 12, infatti, viene introdotto il supporto ai fogli di stile CSS e, di conseguenza, tutti gli strumenti sono stati ripensati e spesso radicalmente migliorati per sfruttare al meglio questo importante cambio di architettura.

Prima di addentrarci nella descrizione del sontuoso nuovo set di strumenti grafici a disposizione dello sviluppatore, una precisazione è d’obbligo: il passaggio al supporto dei fogli stile CSS è un passo importante, ma in questa fase è da considerarsi l’inizio di una transizione. Sebbene l’aspetto dei formati scheda di FileMaker ora possa essere interamente definita con un foglio stile, infatti, non è al momento possibile agire sul foglio stile stesso per modificare l’aspetto di un intero applicativo: in parole povere, se applichiamo un tema a dieci formati, non potremo modificare il tema e veder cambiare all’istante tutti e dieci i formati. Non ancora, perlomeno.

Per disporre delle novità del comparto grafico di FileMaker basta passare in Formato scheda: nelle opzioni del formato è disponibile un selettore dei temi che ci dà la possibilità di passare rapidamente in rassegna tutte le livree disponibili, alcune delle quali sono davvero ben fatte. Naturalmente FileMaker non ci obbliga a adeguarci a un tema per le nostre interfacce e, se decidiamo di adottarne uno, ci lascia comunque grande libertà d’intervento: quasi ogni elemento di un tema è comunque personalizzabile dall’utente, eccezion fatta per alcuni elementi secondari, come ad esempio il cursore delle barre di scorrimento.

Se apriamo il selettore Gestisci i formati... dal menu a tendina dei formati scheda possiamo ora vedere a colpo d’occhio quali di essi hanno un trigger associato, evidenziato dall’ormai familiare asterisco rosso.

Nei formati ora sono utilizzabili, mostrando i righelli, delle guide vere e proprie, che vanno a sostituire la coppia di linee di riferimento. Le guide sono disponibili in un numero a piacere e possono essere legate al singolo formato scheda, in questo caso saranno di colore blu, oppure comuni a tutto il file, di colore viola: per questa opzione basta un clic con il tasto destro sulla guida, dopodiché andrà selezionata l’opzione Condividere la guida con tutti i formati. Anche la griglia è stata ridisegnata e ora è completamente configurabile: le impostazioni sono accessibili dalla palette delle Impostazioni > Posizione.

Qui possiamo indicare una spaziatura di base legata alla griglia principale e un’utile spaziatura secondaria, che indica in quante parti verrà suddivisa ogni cella della griglia principale: ad esempio, indicando una griglia di base di 30 punti e impostando gli incrementi della griglia secondaria a 5 otterremo di suddividere ogni cella in riquadri di 6 punti. Oltre alle guide, FileMaker 12 ci mette a disposizione anche un set di stencil, accessibili direttamente dalla barra strumenti, con i quali possiamo tenere continuamente sott’occhio gli ingombri a schermo: un aspetto essenziale se i nostri applicativi hanno vincoli stringenti sulle dimensioni, come nei casi in cui debbano essere distribuiti su iPhone o iPad.

Un altro aspetto di grande utilità è la presenza di un bordo destro definibile in maniera esplicita: in pratica, quando disegniamo un formato, possiamo indicare non solo l’altezza del formato, ma anche l’effettiva larghezza, senza preoccuparci di eventuali oggetti collocati al di fuori di esso, che verranno completamente ignorati dall’interfaccia di FileMaker ma che resteranno comunque accessibili da altre parti, come il motore di scripting, ad esempio.

Anche le opzioni di inserimento sono state migliorate enormemente: ora è possibile, agendo su Inserisci > Altro simbolo…, inserire direttamente su un formato scheda una ricchissima serie di informazioni derivanti direttamente dalle funzioni Get. Se, costruendo le nostre applicazioni, avevamo l’abitudine di indicare in un calcolato informazioni come il numero di record trovati o i record totali presenti, ora possiamo rimuovere i calcolati dal database, che ringrazierà sentitamente, e sostituirli con oggetti legati all’interfaccia, che verranno ricalcolati solo quando effettivamente necessario e non verranno coinvolti in alcuna operazione che agisca a livello del database.

Spostandoci sulla palette Impostazioni possiamo apprezzare un’altra nutrita serie di novità. Innanzitutto gli oggetti del formato ora possono avere stati differenti (Normale, Attivo, Passaggio del mouse, Premuto) ai quali potremo assegnare aspetti grafici differenti, in modo da fornire ai nostri utenti un’interfaccia più dinamica. Una volta che avremo definito lo stile di un oggetto, potremo copiarlo e incollarlo su un altro oggetto: se lo stile include più stati, ognuno di essi verrà riportato.

Anche le opzioni di riempimento si arricchiscono di scelte: possiamo gestire gradienti agendo su ogni parametro, inclusa l’inclinazione, il tipo e i parametri di sfumatura. Possiamo anche gestire le immagini in modo molto più sofisticato, ridimensionandole in maniera intelligente con l’opzione Settore, con la quale potremo evitare acrobazie per gestire correttamente forme ellittiche e tenendo al contempo sotto controllo le dimensioni.

La nuova interfaccia porta con sé un nuovo tipo di selettore, che cambia il comportamento di base a cui gli utenti FileMaker sono abituati da lustri: ora non serve circondare un oggetto per selezionarlo, ma è sufficiente toccarlo per vederlo includere nella selezione. Utile una volta fattaci l’abitudine, ma chi preferisse il vecchio modo di selezionare può tornare all’antico semplicemente tenendo premuto il tasto Cmd sulla tastiera. Appena spostiamo o iniziamo a ridimensionare un oggetto sul formato scheda, vediamo apparire una ricca serie di indicatori che animano gli oggetti circostanti, fornendoci indicazioni su dimensioni e distanze: in questo modo, allineare o ridimensionare oggetti a mano libera diventa la prassi e l’operazione risulta estremamente naturale fin dall’inizio, come insegnano strumenti quali Keynote o OmniGraffle.

Un grade aiuto, quando si tratta di operare su oggetti composti, è il nuovo comportamento dei portali, che ora gestiscono i propri campi come veri e propri elementi “figli”; per spostare un portale e tutti i campi a esso collegato sarà quindi sufficiente selezionare e trascinare il portale stesso: gli elementi collegati seguiranno automaticamente.
Tutte queste novità invitano alla sperimentazione, aspetto che ci viene agevolato dalla nuova potentissima gestione degli Annulla multipli: finché non usciremo dal modo Formato scheda potremo annullare le nostre modifiche ripercorrendo a ritroso il nostro intero cammino.

Nuovi grafici, nuovi contenitori
FileMaker 12 migliora in maniera sostanziale due strumenti estremamente popolari: i campi contenitore e i grafici.
I nuovi campi contenitore ora possono essere impostati per riprodurre o meno contenuti interattivi, dispongono di nuove funzioni per catturare le dimensioni delle immagini in essi contenute, hanno una nuova opzione di verifica per limitarne la dimensione e, soprattutto, possono gestire esternamente le immagini.

Uno dei problemi più annosi di FileMaker è sempre stato la “sindrome da coperta corta” che affliggeva uno strumento prezioso come i campi contenitore: inglobare i file al loro interno significava poter disporre del contenuto su qualunque macchina connessa in rete senza doversi preoccupare d’altro, ma significava anche far crescere in maniera spesso incontrollabile le dimensioni del database. Per contro, una memorizzazione come collegamento esterno manteneva sotto controllo le dimensioni, ma imponeva l’archiviazione delle immagini in un volume di rete che poi andava fatto necessariamente montare ai client per poter visualizzare il contenuto del campo stesso.

Se nessuna di queste opzioni era praticabile, diventava necessario ricorrere a procedure piuttosto elaborate, coinvolgenti Visualizzatori Web e strumenti esterni per gestire l’upload delle immagini, oppure a prodotti come l’eccellente SuperContainer, di 360Works.

Ora non più: FileMaker 12 ci dà la possibilità di gestire esternamente i file binari associati ai campi contenitore, memorizzandoli sulla macchina server e rendendoli disponibili, con tempi di caricamento rapidissimi, a tutte le macchine connesse in rete senza dover montare alcun volume, persino da FileMaker Go.
Per decidere come gestire le immagini dovremo accedere alla sezione Memorizzazione delle Opzioni campo: se decideremo di tenere le immagini all’esterno, potremo optare per un’archiviazione in chiaro (opzione “Memoria aperta”) oppure criptata (“Memoria protetta”). I percorsi di base dell’archiviazione sono impostabili da File > Gestisci > Contenitori > Memoria e fanno sempre riferimento alla collocazione di partenza del database.

Per velocizzare ulteriormente il caricamento, nel caso di file immagine, possiamo inoltre decidere se memorizzare nel database la miniatura dell’immagine oppure ricalcolarla alla riapertura del file, accedendo a File > Gestisci > Contenitori > Miniature.
È importante sottolineare che le cartelle create dalla gestione dei contenitori vanno considerate parte integrante di FileMaker: non dovremo quindi intervenire manualmente su di esse, se non vogliamo pregiudicare il funzionamento dei contenitori stessi. Nel caso ci trovassimo nella necessità di modificare la collocazione dei file gestiti esternamente, dovremo servirci dell’automatismo che ci mette a disposizione FileMaker 12: basterà indicare, nelle impostazioni di memorizzazione del campo, a quale nuovo percorso fare riferimento e lo spostamento avverrà in maniera del tutto automatica.

Anche i grafici hanno subito un’importante ridisegno: tutte le funzioni sono ora accessibili da un’unica schermata, da cui è possibile scegliere anche cinque nuovi tipi di grafico: bolle, dispersione, istogramma positivo/negativo, barre in pila e istogramma in pila. Se ci troviamo in una vista a tabella, possiamo creare un grafico direttamente dai dati visualizzati, senza dover predisporre l’oggetto in anticipo sul formato scheda. La nuova finestra di gestione consente inoltre di passare da un set di dati campione a dati reali continuando a rimanere in formato scheda, di impostare il tipo di dato mostrato (testo, numero, data ecc.), impostare il ridimensionamento e la rotazione delle etichette e, un’opzione davvero comodissima, di scambiare gli assi.

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Continua
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