SiriKit “apre” Siri alle terze parti, ma con (molto) giudizio

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Molti hanno identificato l'arrivo di SiriKit in iOS 10 con la possibilità per qualsiasi applicazione di interfacciarsi con Siri e quindi, di conseguenza, la possibilità per noi di pilotare con la voce un'infinità di servizi ai quali prima non avevamo accesso. La pubblicazione delle note tecniche legate proprio a SiriKit mette un freno a queste aspettative: potranno richiamare (è il caso di dirlo) Siri solo alcuni tipi ben precisi di app.

Si tratta in dettaglio delle app che offrono sei categorie di servizi e funzioni: chiamate audio/video, messaging, pagamenti, ricerca di fotografie, allenamento, prenotazione di trasporti. Quindi potremo magari dire a Siri di prenotarci una "black car" di Uber o di cercare le foto scattate dei nostri familiari, ma non di cercare un film su Netflix. Almeno al momento.

La limitazione dell'apertura è in parte comprensibile. Uno dei motivi per cui - secondo Apple - Siri era "chiusa" è che Cupertino non vuole comunicare a terze parti troppi dati sul nostro modo di usare l'iPhone e i servizi online. E questa condizione non è cambiata. Inoltre far interagire Siri con un generico servizio o app richiede di definire almeno in parte che cosa l'utente potrebbe chiedere, in che modo e come queste richieste si possono correlare ai servizi offerti.

Un compito non banale e che richiede gradualità per evitare che Siri diventi scomoda da usare invece di essere (in prospettiva) una delle interfacce preferenziali tra noi e il mondo digitale.

 

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