Retrogaming e iOS: il ritorno di Galaga

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C'è una discreta fetta di utenti Mac (quasi) storici che ha fatto in tempo a inserire monetine nei videogiochi da bar e che ora ne vede molte trasposizioni da retrogaming sui dispositivi iOS. Galaga (e Galaxian, di cui era l'evoluzione) ha fatto parte della storia arcade e adesso Namco-Bandai ce lo ripropone come app in Galaga Wars. Tra molte luci e qualche ombra.

Tra gli aspetti positivi del gioco c'è che la dinamica del Galaga originale è stata rispettata. C'è sempre lo schema a livelli diviso tra ondate successive di insetti spaziali e il boss di fine livello. Anche la dinamica dei nostri nemici sullo schermo è fedele all'originale, con alcune ondate di insetti in formazione e movimento rapido e altre che partono da uno schema fisso con gruppi di pochi nemici che planano verso di noi.

Il gameplay degli anni Ottanta vale ancora anche in Galaga Wars, come impongono le leggi del retrogaming. La prima cosa da fare è evitare missili e insetti, con una buona dose di pazienza e precisione riusciremo poi a eliminare tutti i nemici. Come in Galaga, ci sono potenziamenti che aumentano il nostro volume di fuoco e addirittura raddoppiano la nostra nave.

Cambia ovviamente la grafica, che non è 2D e pixelosa ma con un accenno di 3D che non guasta. C'è sovrabbondanza di elementi sullo schermo, però, come se aumentare l'impatto visivo fosse considerato il sistema migliore per aggiornare il gioco.

Pollice su per i controlli, molto semplici: sparo automatico, la nave si muove seguendo il nostro dito sullo schermo e il gioco va in pausa automaticamente non appena il dito si stacca dal display. Pollice giù per l'implementazione del modello freemium: il gioco ricomincia sempre dal primo livello a meno che non acquistiamo capsule di teletrasporto per i livelli successivi e c'è il classico schema di potenziamenti da acquistare con monete d'oro virtuali o denaro vero. Avremmo preferito uno schema di acquisti in-app più chiaro o un'app direttamente a pagamento con un costo ragionevole. La pubblicità è un po' invasiva.

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