Photolemur 2, migliorare le foto in meno di un clic

Photolemur

I professionisti possono passare diverse ore a sistemare le proprie fotografie digitali, utilizzando software complessi per far sì che ogni immagine renda al meglio, ovvero sia quanto più possibile accattivante oppure simile a quello che ha visto l’occhio umano al momento dello scatto. Esiste un’intera categoria di utenti, però, che non ha le competenze necessarie per queste operazioni, oppure, più banalmente, non vuole dedicarvi il tempo necessario. A costoro si rivolge ad esempio il pulsante Migliora presente in Foto che, con un semplice clic, imposta automaticamente una serie di parametri per correggere l’immagine.

Photolemur segue la stessa logica, con risultati migliori e un approccio ancora più radicale: l’utente, infatti, non ha alcun controllo sulle modifiche che verranno apportate all’immagine e tutta l’operazione si esaurisce con un semplice drag&drop. L’unico strumento che si ha a disposizione è uno slider per fare un confronto in anteprima fra l’immagine originale e il risultato finale, da prendere o lasciare. Una volta elaborata dal computer, l’immagine può essere salvata su disco oppure condivisa direttamente dall’applicazione tramite Flickr, Facebook, Twitter oppure inviata per email. Tutto qui: nessuna impostazione o parametro da regolare, tempo d’apprendimento nullo, risultati eccellenti (con qualche perplessità, come vedremo).

Buona la seconda

Photolemur è apparso sul mercato nell’autunno del 2016 con una prima versione venduta direttamente dal produttore o disponibile tramite l’App Store. Questa nuova release 2, a detta dello sviluppatore, è una rivisitazione integrale del programma, con un’interfaccia completamente ridisegnata e, per quanto possibile, ancora più semplificata. È cambiato anche il modello di business: il programma non viene più venduto una tantum, ma offerto in abbonamento al costo di 3 dollari al mese, con fatturazione mensile o annuale; a quanto si evince dal sito, però, si tratta di un prezzo promozionale destinato a crescere a 6,99 dollari/mese – anche se non viene indicato a partire da quando. Purtroppo non è previsto un percorso di upgrade per i possessori della precedente versione, che verrà comunque supportata fino alla fine del 2017; come consolazione, chi già dispone di una licenza ottiene uno sconto del 20% sul costo dell’abbonamento e i primi sei mesi sono gratuiti. Chi volesse testare le potenzialità del programma, invece, può creare un account di prova che sblocca tutte le funzionalità per sette giorni.

PhotolemurCon l’abbonamento si ottiene la possibilità di installare Photolemur 2 su quattro dispositivi (anche Windows, novità di questa versione) e in futuro dovrebbero arrivare anche l’app per iOS e una piattaforma web per elaborare le immagini in remoto. I requisiti di sistema indicano un Mac con processore multicore a 64 bit, macOS 10.12 Sierra e almeno 2 GB di RAM (8 consigliati); chiaramente è anche necessaria una connessione Internet per la convalida dell’abbonamento.

Photolemur è in grado di lavorare con qualsiasi file grafico (anche RAW, l’elenco delle fotocamere supportato è qui), ma è necessario che il file sia di almeno 800x600 pixel. In fase di esportazione si può scegliere di salvare i file come Jpeg, PNG, Tiff, Jpeg-2000, Photoshop e PDF.

Photolemur al lavoro

Descrivere Photolemur è praticamente inutile, stante la semplicità ridotta all’osso, mentre è più interessante valutare cosa avviene dietro le quinte. Gli algoritmi del programma analizzano l’immagine e agiscono su 12 fronti, sfruttando l’intelligenza interna e inviando anche dei dati ai server dell’azienda (non è dato sapere quali informazioni, un po’ di trasparenza in più sarebbe d’uopo) con lo scopo di confrontare il database di casi di successo rispetto a quelli rifiutati dai vari utenti sparsi per il mondo. Così facendo, spiega il produttore, più passa il tempo, più efficaci saranno gli interventi correttivi.

In dettaglio il programma esamina la foto e attua correzioni specifiche su volti, cieli e paesaggi regolando colore, esposizione, contrasto, toni (anche in funzione dell’ora in cui è stata scattata la foto), rimuovendo la foschia (pur mantenendo il necessario realismo) e migliorando la resa dei soggetti vegetali esaltando la complessità del fogliame. Se necessario interviene anche per limitare gli artefatti della compressione Jpeg, per eliminare il rumore digitale dalle zone in ombra e per rendere al meglio l’incarnato.

Photolemur

Foto test dopo l'applicazione di Photolemur
In alto, la foto prima dell'intervento di Photolemur e qui sopra la stessa foto dopo l'intervento di Photolemur

I risultati sono eccellenti in presenza di foto con difetti palesi, in particolare quelle sottoesposte, mentre i miglioramenti non sono così evidenti in foto già corrette, come prevedibile. Il programma tende inoltre a esagerare con la saturazione, soprattutto delle tonalità rosse e verdi, arrivando in alcuni casi a proporre risultati decisamente sopra le righe. Nulla vieta di ritoccare ulteriormente il risultato con un editor grafico, oppure di scartare quanto proposto dato che i file salvati da Photolemur non sovrascrivono gli originali. Nella grande maggioranza dei casi, però, il risultato è molto soddisfacente e si possono ammirare foto con colori vividi e cieli di una bellezza commovente; senza parlare di tutti quegli scatti che sembravano da buttare e a cui il programma ha invece dato nuova vita.

Per molti, non per tutti

A chi serve, in definitiva, un programma del genere? Certamente non al professionista dell’immagine, che continuerà a fare uso di strumenti ben più avanzati di cui ha il controllo totale, e nemmeno al fotografo amatoriale, che vorrà un controllo più accurato sui risultati. Photolemur è invece un ottimo strumento per “la persona comune”: chi scatta parecchie foto senza pensarci troppo – probabilmente facendo anche degli errori – e magari al rientro da una vacanza vuole vedere dei buoni risultati nel minor tempo possibile. In questo senso, si apprezza molto l’integrazione con Foto di Apple (Photolemur si comporta come estensione richiamabile dall’apposito pulsante, evitando così di dover esportare e reimportare le immagini) e la possibilità di elaborare le foto in gruppi, anche composti da numerosi file: si dà in pasto al programma una cartella di immagini, si lascia il computer all’opera e si torna dopo un po’ per trovare il lavoro già fatto.

Photolemur elaborazione cielo
Photolemur sta identificando le varie zone della foto per migliorare la resa globale

Grossi appunti non ce ne sono, salvo il discorso sulla saturazione fatto sopra; a livello software ci piacerebbe però vedere una migliore aderenza dell’interfaccia alle linee guida Apple per le applicazioni, soprattutto per quanto riguarda la condivisione dell’immagine elaborata: se infatti fosse presente il pulsante di condivisione standard, sarebbe possibile accedere a tutti i servizi impostati nell’apposita voce del pannello Estensioni delle Preferenze di Sistema, senza essere limitati a quelli offerti da programma. Poco male, comunque: se si è disposti a spendere la cifra chiesta per l’abbonamento, si disporrà di un tool fenomenale per tirare fuori il meglio dalle proprie fotografie senza alcuno sforzo.

Photolemur può essere provato gratuitamente collegandosi a questo indirizzo.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here