MacBook Pro 2016, luci e ombre

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L’ultimo importante aggiornamento della linea MacBook Pro risaliva addirittura al 2012, con l’introduzione dei primi display Retina con una definizione mutuata da quella degli iPhone (il primo dotato di display Retina è stato l’iPhone 4 nel 2010). Da allora gli aggiornamenti sono scivolati via senza grandissima enfasi visto che si è trattato per lo più di normali adeguamenti hardware.

Naturale quindi che il lancio dei nuovi modelli abbia alimentato enormemente le aspettative, anche perché Apple ha deciso di intitolare l’evento di presentazione “Hello again”, esattamente lo slogan utilizzato da Steve Jobs per presentare il primo iMac, che a sua volta faceva il verso alla celebre scritta “hello.” (in corsivo e con il punto) apparsa sullo schermo del primissimo Macintosh presentato nel 1984.

La nuova gamma di MacBook Pro da 15 e da 13 pollici soddisfano dunque le aspettative? Rappresentano davvero un salto generazionale anche solo lontanamente di portata pari al lancio del primo iMac o del primo Macintosh? Valutiamole insieme tutte le novità per dare una risposta a questa domanda.

1. Nuovo design

Come era scontato aspettarsi, vista la proverbiale attitudine di Apple alla miniaturizzazione di generazione in generazione di tutti i dispositivi, entrambi i nuovi MacBook da 13 e da 15 pollici sono più sottili e leggeri, e anche di parecchio. Il design non riprende però quello degli Air e poi del più recente MacBook in alluminio come in molti si aspettavano, ma è di fatto una reinterpretazione potremmo dire stilistica del design dei precedenti MacBook Pro: l’estetica generale è più o meno la stessa tranne per la copertura della cerniera ora completamente in metallo come il resto della scocca e non più in plastica nera, e per la nuova Trackpad Force Touch sensibilmente più ampia. La scocca unibody ha una sezione rettangolare e non si assottiglia nella parte frontale come negli Air e nel MacBook.

Nonostante questo i nuovi modelli riescono ad essere sensibilmente più sottili e leggeri. Il nuovo MacBook Pro da 13 pollici ha uno spessore di soli 14,9 millimetri, ovvero è il 17 per cento più sottile del precedente modello, e un volume complessivo ridotto di un buon 23 per cento. Il tutto per un peso che diminuisce di oltre 200 grammi, ovvero 1 chilo e 36 grammi. Un peso piuma per un MacBook Pro.

Stessa “cura dimagrante” anche per il nuovo modello da 15 pollici che perde anche lui 200 grammi di peso arrivando a 1,8 Kg anche se spessore e volume diminuiscono leggermente di meno rispetto al 13 pollici: il nuovo MacBook Pro da 15 pollici è spesso 15,5 millimetri, il 14 per cento in meno del precedente, e ha un volume complessivo ridotto del 20 percento. Sul fronte portabilità, ovvero la vocazione principale di un laptop, si tratta decisamente di un bel salto in avanti: in borsa o nello zaino la differenza si sente.

2. Trackpad e tastiera

Balzano all’occhio, come dicevamo, le cresciute dimensioni della Trackpad Force Touch, talmente grande in entrambi i nuovi modelli da sembrare addirittura sproporzionata: nel modello da 13 pollici è quasi una volta e mezzo più grande rispetto alla precedente generazione, ed è praticamente il doppio nel MacBook Pro da 15 pollici (sempre rispetto al MacBook Pro da 15 pollici precedente).

Perché Apple abbia deciso di dotare i nuovi modelli di una trackpad così grande rimane abbastanza un mistero. Lo confessiamo, a prima vista abbiamo sperato che la nuova trackpad potesse aprire le porte del Mac all’utilizzo della Apple Pencil, la penna digitale degli iPad Pro. Invece purtroppo non è così: la nuova trackpad offre una superficie più ampia solo per favorire le gesture; Apple dice anche per avere più spazio dove fare clic, ma qualcosa ci sfugge: forse qualcuno poteva avere difficoltà a centrare in precedenza il bersaglio con una trackpad più piccola ma comunque sempre di dimensioni generose?

Come era ampiamente prevedibile, entrambi i nuovi modelli hanno una tastiera completamente riprogettata che rappresenta l’evoluzione di quella introdotta l’anno scorso con il MacBook. Il meccanismo sotto i tasti è quello a “farfalla” messo a punto da Apple per garantire la massima uniformità nonostante l’escursione ridotta della tastiera ultrapiatta dei MacBook. Nei nuovi MacBook Pro il meccanismo si affina ulteriormente per assicurare una stabilità e reattività dei tasti ancora migliore.

3. Touch Bar

Design, trackpad e tastiera non sono comunque certo gli elementi che marcano la nuova generazione di MacBook Pro (anche se non tutti i modelli come vedremo). La vera e, diciamolo, unica grande novità dei nuovi laptop Apple è la Touch Bar che rappresenta una piccola grande rivoluzione del classico layout della tastiera che esiste praticamente da quando esistono i computer. L’idea di Apple è allo stesso tempo semplice e geniale, anche se non particolarmente inaspettata perché era nell’aria da tempo.

La fila di tasti funzione nella parte alta della tastiera che nel tempo hanno guadagnato sempre più funzioni – dalla regolazione del volume al controllo della luminosità, passando nel Mac ad alcune funzioni specifiche di macOS – ha fatto per Apple il suo tempo, perché impossibilitata per sua stessa natura ad adattarsi alle tante funzionalità offerte dai moderni software, sistema operativo compreso: i tasti funzione non sono infatti altro che delle “scorciatoie” da tastiera” per accedere direttamente a determinate funzioni del computer.

C’era un solo modo per rendere i tasti funzioni dinamici e adattabili: eliminarli fisicamente e sostituirli con una tastiera virtuale, ovvero un display. Ed è propio questo ciò che ha fatto Apple con la Touch Bar introdotta nuovi MacBook Pro: ha sostituito la fila di tasti funzione con un sottile display multi-touch OLED che corre lungo tutta la parte alta della tastiera, direttamente sotto al display. Le possibilità offerte dalla nuova Touch Bar sono infinite e vanno ben oltre quello che potevano offrire i tasti funzione. La Touch Bar offre di fatto una modalità tutta nuova di interazione con il computer, un’interfaccia touch non sul display del computer bensì lì, esattamente dove poggiano le dita.

La gran parte dei software Apple è già in grado di sfruttare la nuova Touch Bar che visualizza di volta in volta le funzioni specifiche di ciascuna applicazione: dal Finder a Mail, passando per Safari, Numbers, GarageBand, Calendario, Messaggi ecc. Tutte queste applicazioni sfruttano già la nuova interfaccia touch dinamica così come l’ultimissima versione di Final Cut Pro X che dimostra come la nuova Touch Bar possa avere anche una vocazione professionale di alto livello (eccezionale nel nuovo Final Cut la possibilità di muoversi sulla timeline facendo semplicemente scorrere la punta di un dito).

E questo è solo l’inizio: tutte le applicazioni per Mac potranno sfruttare la nuova Touch Bar; siamo davvero curiosi di vedere il risultato finale del lavoro di implementazione da parte di Adobe con Photoshop e le altre applicazioni della sua suite, e di Microsoft con Office, giusto per citare una manciata di software piuttosto conosciuti.

La Touch Bar integra anche un’altra importante novità dei nuovi MacBook Pro: il sensore Touch ID per il riconoscimento delle impronte digitali. Funziona esattamente come quello dell’iPhone e dell’iPad e può essere utilizzato al posto di qualsiasi password, con un livello di sicurezza evidentemente maggiore (anche grazie al nuovo chip di sicurezza T1 integrato nei nuovi Mac): permette ad esempio di sbloccare il Mac, pagare con ApplePay e passare da un utente a un altro semplicemente sfiorando l’angolo della Touch Bar con la punta di un dito.

4. Connettività

Come già avvenuto con il MacBook, i nuovi MacBook Pro si affidano per la connettività interamente e unicamente a Thunderbolt 3 con connettore USB Type-C. A differenza dei MacBook però qui le porte sono per fortuna quattro, ognuna delle quali permette di collegare indifferentemente qualsiasi periferica, incluso il caricabatterie – il connettore magnetico MagSafe esce quindi definitivamente di scena e sinceramente non capiamo le ragioni di questa scelta: era una caratteristica unica dei portatili Apple, oltre che utile per evitare rovinose cadute del computer quando si tirava inavvertitamente il cavo dell’alimentatore.

Oltre alle quattro porte Thunderbolt 3, l’unico altro foro presente sul lato dei nuovi MacBook Pro è quello dell’uscita audio mini-jack. La scelta drastica di abbandonare questo tipo di connessione audio sui nuovi iPhone 7 sembra dunque non aver avuto ricadute sui MacBook Pro.

5. Hardware

I display di entrambi i modelli da 13 e 15 pollici montano un display Retina che ha la medesima risoluzione e densità della generazione precedente – rispettivamente 2560x1600 a 227 pixel per pollice e 2880x1800 a 220 pixel per pollice – ma è molto più sottile (0,88 millimetri) e con una luminosità e un contrasto sensibilmente più alti (Apple ha dichiarato che l’incremento è del 67 per cento); anche questi display supportano l’ampia gamma cromatica DCI-P3 che Apple ha già integrato prima negli iMac e poi negli iPhone, iPad Pro e MacBook.

Anche se Apple non l’ha dichiarato ufficialmente, la famiglia di processori Intel montati sui nuovi modelli è Skylake: dual-core per i modelli da 13 pollici, e quad-core per i 15 pollici. Per la scheda grafica Apple ha scelto di dotare i nuovi MacBook Pro da 13 esclusivamente con la scheda grafica integrata Intel Iris Graphics 550, mentre per il modello da 15 pollici è possibile scegliere tra la Radeon Pro 450 con 2 GB di memoria GDDR5 e la Radeon Pro 455 sempre con 2 GB di memoria. Per entrambi i modelli la dotazione massima di RAM è di 16 GB, decisamente un po’ poco considerando che non è poi possibile fare alcun upgrade.

6. Prezzi e configurazioni

Il nuovo MacBook Pro da 13 pollici con Touch Bar e Touch ID, processore Intel Core i5 dual-core a 2,9 GHz (Turbo Boost fino a 3,3 GHz), 8GB di memoria RAM e unità SSD da 256 GB ha un prezzo a partire da 2.099 euro (240 euro in più per la configurazione con 16 GB di RAM).

La versione “base” da 15 pollici, Intel Core i7 quad-core a 2,6 GHz (Turbo Boost fino a 3,5 GHz), 16 GB di RAM, scheda grafica Radeon Pro 450 con 2 GB di memoria e unità SSD da 256 GB costa 2.799 euro. La versione più potenziata con processore a  2,7 GHz (Turbo Boost fino a 3,6GHz), SSD da 512 GB e Radeon Pro 455 ha un prezzo di 3.299 euro.

Nella nuova famiglia MacBook Pro c’è infine anche un modello “entry level” privo della Touch Bar con una tastiera normale che include la classica fila di tasti funzione. Queste le caratteristiche e il prezzo: processore Intel Core i5 dual-core a 2,0 GHz (Turbo Boost fino a 3,1GHz), 8 GB di RAM, SSD da 256 GB, scheda grafica Intel Iris Graphics 540 e due sole porte Thunderbolt 3. Il prezzo parte da 1.749 euro.

Tutti i modelli sono disponibili sia in alluminio colore Argento che nel nuovo, per i Mac Book Pro, Grigio siderale.

7. Osare di più per dire “Hello again”

Proprio su queste pagine di Applicando avevamo immaginato un futuro in cui tutta la tastiera del computer sarebbe diventato un display capace di superare il layout alfanumerico per offrire modalità di interazione con il computer totalmente nuove. Avevamo appena assistito alla presentazione del primissimo iPhone e ci sentivamo anche noi un po’ visionari, contagiati dalla vicinanza con Steve Jobs a pochi metri sul palco. Sono passati dieci anni (9 gennaio 2007). La nostra visione è rimasta quella che era, probabilmente un delirio causato dalla folgorazione di aver visto per la prima volta un’interfaccia touch.

La Touch Bar dei nuovi MacBook Pro è però in effetti un passo che va esattamente in quella direzione. Dopo dieci anni di iPhone e iPad forse i tempi oggi sarebbero più maturi per osare una scelta del genere. E forse questa Apple avrebbe avuto bisogno di osare un po’ di più per utilizzare ancora una volta lo slogan “Hello again”.

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