Le carte in prova

Unitamente alla PIXMA Pro9500, Canon ci ha fornito le sue ultime carte fine art in formato A3 e A3+ per effettuare le nostre prove di stampa; avendo a disposizione sia il profilo ICC della stampante (che viene installato insieme al driver) sia i profil …

Unitamente alla PIXMA Pro9500, Canon ci ha fornito le sue ultime carte fine art in formato A3 e A3+ per effettuare le nostre prove di stampa; avendo a disposizione sia il profilo ICC della stampante (che viene installato insieme al driver) sia i profili dei supporti Photo Rag, Museum Etching e Premium Matte, ci siamo fatti prendere dalla pigrizia e non abbiamo profilato la stampante per i supporti fotografici e artistici di terze parti. Ci siamo cioè messi nei panni del fotografo professionista, che non intende armeggiare tra chart e spettrofotometri e preferisce affidarsi alle soluzioni già sperimentate dal produttore per ottenere da subito dei risultati di stampa all’altezza delle sue aspettative.


Abbiamo stampato vari campioni sia a colori sia in bianco e nero, apprezzando in particolare il sistema di neri e grigi della PIXMA Pro9500; la naturale riduzione di intensità dei neri causata dai supporti telati è compensata dal nero matte, mentre al nero lucido è delegato il compito di mantenere i contrasti elevati sulle carte fotografiche semilucide e lucide. In entrambi i casi, l’inchiostri grigio rende veramente neutrali le stampe, limitando al massimo il metamerismo (il fenomeno che fa apparire le dominanti di colore sulle foto in bianco e nero, a seconda del tipo di luce sotto cui vengono osservate le immagini). Peccato che sui supporti telati rimanga molto difficile ottenere dei neri pieni: si tratta di un limite del supporto più che della stampante, degnamente compensato dalla morbidezza dei toni che abbiamo riprodotto sulle carte Photo Rag e Museum Etching.


Neri e grigi a parte, la Pro9500 dispone degli altri 7 colori che, pur essendo pigmentati, offrono un gamut di stampa ab abbastanza ampio; quest’ultimo non delude le aspettative di chi è abituato alla resa dei tipici colori dye. L’unico problema di lavorare con 10 colori (tra cui alcuni non convenzionali, come il verde e il rosso) sta nell’aumento esponenziale delle variabili che possono influenzare la buona riuscita di una stampa, specialmente quando si tenta di “pasticciare” con gli slider che bilanciano ciano, magenta e giallo nella finestra del driver di stampa. In casi del genere è meglio affidarsi alla corrispondenza ICC, come abbiamo fatto noi; chi preferisce lavorare tramite il riscontro visivo può stampare un pattern di prova con tante miniature quante sono le modifiche provate tramite gli slider dei colori CMY… operando preferibilmente su un monitor calibrato, che pochi usano ma che a molti servirebbe: peccato che Canon non preveda l’abbinamento di un colorimetro, anche semplice, alla sua inkjet.



I risultati delle nostre prove si sono rivelati incoraggianti fin dai primi fogli usciti dalla Pro9500, proprio grazie all’utilizzo dei profili forniti da Canon per le sue carte: il lavoro compiuto dal produttore per ottimizzare il gamut della periferica è encomiabile, e riteniamo che sia stata proprio questa operazione di “messa a punto” a far slittare la commercializzazione della stampante. La resa rispetto agli originali mostrati sui nostri Cinema Display (rigorosamente calibrati) si è rivelata eccellente, senza alcuna perdita di dettaglio nelle alte luci e nelle ombre; solo sugli incarnati abbiamo notato un leggerissimo scostamento, ma non sappiamo dire se i risultati della Pro9500 siano migliori o peggiori delle nostre immagini a video… Dipende davvero dai gusti.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here