iPad Pro, i 5 motivi perché non mi piace

iPad Pro tablet

Quando è stato presentato lo scorso mese di giugno, l’iPad Pro ha creato subito grande interesse per le scelte innovative. La presentazione di Apple è stata davvero molto accattivante e ha messo in luce una serie di pregi che hanno fatto immediatamente pensare a molti: era il prodotto che attendevo da tempo. Ma è davvero così? Forse no. Vediamo perché.

Il prezzo è elevato e non c’è una versione da 64 GB: è vero che la qualità si paga ma forse nell’iPad Pro la si paga anche un po’ troppo. Il prezzo da noi, come sempre tra i più cari praticati da Apple in Europa, parte da 919 euro nel modello da 32 GB solo Wi-Fi. Ma per un dispositivo di questo tipo sinceramente 32 GB sono pochini e sarebbe bene puntare almeno al doppio. Però nell’iPad Pro non esiste un taglio da 64 GB, c’è solo il 128 GB che costa 1.049 euro. Se poi si punta su Wi-Fi + Cellular la scelta è obbligata: 128 GB a 1.249 euro. Serve la penna? Costa 109 euro. Si vuole la tastiera? 149 euro. Se si desidera un sistema completo la spesa da preventivare supera i 1.500 euro.

Non ha porte di espansione: in un dispositivo versatile e potente come l’iPad Pro, se si devono gestire video 4K o foto ad alta risoluzione (alcuni degli impieghi più enfatizzati da Apple) i 128 GB possono essere un limite. Che però non può essere superato tramite memorie di massa esterne perché l’iPad Pro non dispone di porte di connessione (nemmeno tramite un accessorio come la tastiera esterna).

Non consente di vedere video in 4K: la potenza di calcolo permette di elaborare più video 4K allo stesso tempo, ma, pur molto elevata, la risoluzione dello schermo non ne permette la visualizzazione “reale”. I filmati 4K richiedono infatti una risoluzione orizzontale di 4.096 pixel e quindi devono forzatamente essere visualizzati su altri dispositivi per apprezzare appieno l’effetto di un eventuale editing.

Usa il sistema iOS: la potenza di calcolo dell’iPad Pro supera di gran lunga quella della maggior parte dei notebook in commercio, tuttavia, la gestione del tablet è devoluta a un sistema operativo che non nasce per operare come un computer. Per esempio è permesso il multitasking e di avere due applicazioni affiancate ma non è concesso avere aperti due file della stessa applicazione (come due documenti Word). D’altra aperte Tim Cook ha detto che Mac e iPad sono due mondi che non convergeranno e quindi è lecito pensare che questa differenza nella gestione del funzionamento del dispositivo continuerà a esistere per lungo tempo.

Poche le app che lo sfruttano appieno: iPad Pro è un prodotto nuovo, dalle grandi potenzialità e con un brillante futuro davanti. Ma come tale sconta qualche peccato di gioventù. Così, nonostante Apple abbia spronato gli sviluppatori a estendere con una certa solerzia alle loro app le opportunità fornite dal nuovo tablet, lo hanno già fatto solo in pochi. Sicuramente arriveranno, ma con gradualità e così non c’è da stupirsi se in alcuni casi quella che si pensa sia un’app creata per l’iPad Pro è invece un’app per l’iPad Air vista su uno schermo più grande.

Come ci ha abituato Apple con molti altri prodotti, potrebbe essere che questa prima incarnazione dell'iPad Pro permetta di tarare meglio il tiro per le future generazioni, sia in termini di prezzo sia di caratteristiche tecniche. E quindi, se non se ne ha una vera necessità, forse si può continuare a usare il "vecchio" iPad da 9,7" e attendere l'iPad Pro 2.

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1 COMMENTO

  1. Condivido le perplessita’ dell’articolista su iPad Pro : mentre possiede nuove capacita’ operative possiede parimenti e in fieri forti limitazioni che lo umiliano a restare ‘ figlio di un dio minore’ . Riguardo poi il prezzo e gli accessori…. Trovo semplicemente indecoroso il paternalismo commerciale della Apple! Lo ammetto: con un po’ di dispiacere ma non comprero’ iPad Pro ! e confido sempre che le varie apple possano diventare piu’ adulte al pari del pubblico dei loro acquirenti forse un giorno….

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