Indossabili: in tre mesi Apple Watch conquista il secondo posto

In un mercato che cresce ancora a tre cifre anno su anno, quello dei dispositivi indossabili, secondo le stime rese note in giornata da IDC, Apple sembra destinata, oltre che intenzionata, ad assumere un ruolo tutt’altro che marginale.
E così sono bastati tre mesi, lo spazio di un trimestre, meno in effetti, se si considera che il prodotto è stato commercializzato a partire dal 24 aprile scorso, perché Apple passasse dallo 0% al 19,9 per cento di market share, collocandosi immediatamente alle spalle di Fitbit, che domina un comparto, nel quale è comunque forte la presenza di player più piccoli, con il 24,3%.
Nel periodo in esame, infatti, Apple ha venduto 3,6 miloni di unità, contro i 4,4 milioni di pezzi di Fitbit, contrbuendo comunque in modo importante al totale di 18,1 milioni di unità realizzato a livello mondiale, in crescita del 223,2 per cento del secondo trimestre dello scorso anno.

Interessante la chiave di lettura proposta da IDC.
Secondo la società di ricerca, infatti, l’ingresso di Apple in questo comparto, così come accaduto in passato con altri prodotti e altri settori, rappresenta una spinta propulsiva per l’intero settore, della quale beneficia non solo Cupertino, ma tutto sommato tutti coloro che sono della partita, allargandosi all’intero ecosistema.
Secondo quanto scrive Ramon Llamas, responsabile delle ricerche sui dispositivi indossabili, nel momento in cui entra in un nuovo mercato, Apple “obbliga” chi già vi fa parte a rivedere la propria strategia di offerta e di prodotto e inevitabilmente diventa l’unità di misura sulla quale tutti vengono parametrati.
I numeri comunque parlano chiaro, anche se in questo momento la classifica stilata da IDC non tiene ancora conto delle differenze tra “wearable” e “smart wearable”, vale a dire tra i dispositivi che svolgono le mere funzioni di tracker delle attività e quelli che sono in grado di supportare anche applicazioni sviluppate da terze parti, come per l’appunto il Watch di Apple.
La partita si giocherà su quest’ultimo fronte ed è chiaro che, sebbene ancora dominanti, i semplici tracker sembrano destinati a perdere rapidamente terreno di fronte ai dispositivi di nuova generazione.

Come si diceva, parliamo di un mercato che vale 18,1 milioni di pezzi in tre mesi. Fitbit, che lo guida, ancora cresce a tre cifre, con un +158,8 per cento anno su anno in termini di unità e importanti miglioramenti sia in termini di fatturato sia di profitti. La società in questo momento sta puntando alle alleanze con chi si occupa di fitness, con le case di moda e in genere strizza l’occhio a chi pensa a uno stile di vita più salubre, senza perdersi nelle complicazioni di un dispositivo sofisticato.
Apple è seconda, come detto, e non è scorretto parlare di un esordio con il botto; sarà interessante seguirne gli sviluppi.
Terza è Xiaomi, forte del suo ruolo sul mercato cinese con il suo Mi Band. Ne ha venduti 3,1 milioni di pezzi e come Apple è al suo esordio nel comparto.
Non male anche Garmin, che guarda al mondo dei city runner, dei nuotatori, dei ciclisti. Ha venduto 700.000 pezzi, con una crescita del 40 per cento anno su anno, e ha una share del 3,3 per cento. La sua sfida va nella direzione del supporto di applicazioni di terze parti.
La quinta posizione, infine, è di Samsung, che, diversamente da Huawei e Jawbone è riuscita a rimanere in top five: ha consegnat 600.000 unità, in calo del 25% anno su anno. Ha raggiunto e mantiene popolarità con i suo Gear S e Gear Fit, ma secondo IDC desta perplessità la decisione di rendere i suoi prossimi indossabili, attesi per il mese di settembre, compatibili solo con i modelli top della sua offerta smartphone e basati esclusivamente su Tizen: una scelta che potrebbe costarle il grande pubblico.

Vendor

2Q15 Shipment Volume

2Q15 Market Share

2Q14 Shipment Volume

2Q14 Market Share

2Q15/2Q14 Growth

1. Fitbit

4.4

24.3%

1.7

30.4%

158.8%

2. Apple

3.6

19.9%

0

0.0%

%

3. Xiaomi

3.1

17.1%

0

0.0%

%

4. Garmin

0.7

3.9%

0.5

8.9%

40.0%

5. Samsung

0.6

3.3%

0.8

14.3%

-25.0%

Others

5.7

31.5%

2.6

46.4%

119.2%

Total

18.1

100.0%

5.6

100.0%

223.2%

fonte: IDC

 

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