Come usare i comandi base del Terminale di OS X

comandi base del terminale

Siamo abituati a considerare OS X come quello che vediamo nello schermo del nostro Mac: elementi grafici da comandare con il mouse per svolgere determinate funzioni attraverso il Finder. In realtà non è così semplice: il cuore di OS X è Darwin, un derivato di Unix a cui è stata aggiunta un’interfaccia grafica (Aqua, anche se è un nome che nessuno usa più o quasi) di cui il Finder è uno degli elementi.

Il mondo Linux è più abituato a questa distinzione: il sistema operativo ha un suo “cuore” che è indipendente dall’interfaccia grafica e ognuno può, volendo, usare quella che crede. Oppure non usarla affatto, cosa che in OS X si svolge usando il Terminale e la sua interfaccia a linea di comando. Troppo difficile? Non poi tanto, soprattutto se consideriamo che il Terminale ha un raggio d'azione nettamente maggiore del Finder. Si tratta solo di prenderci la mano: ecco perché vi descriviamo qui i cinque comandi base del Terminale per muoversi nel Mac usando l’interfaccia a caratteri: ls, cd, pwd, cp, rm.

comandi base del terminaleAvviato il Terminale (è in Applicazioni/Utility e potete scegliere varie impostazioni per il colore dello sfondo e dei caratteri), ci troviamo nella directory di lavoro iniziale che è la cartella Inizio del Finder, simboleggiata dalla tilde (~, si digita con Alt-5). La finestra non fa vedere niente, mentre nel Finder si vedrebbero le sue cartelle. Niente paura, basta digitare il comando ls ed ecco la lista delle sottodirectory (o sottocartelle, se ragioniamo come il Finder). Il comando ls ha molte possibili opzioni che vanno oltre il semplice elenco di file ordinati. Ad esempio ls -a elenca anche i file invisibili e ls -l mostra un elenco con diversi dettagli in più sui permessi di lettura e scrittura.

Per spostarsi in una sottocartella digitiamo cd nomecartella, ad esempio cd Desktop per passare alla Scrivania. Per tornare alla cartella madre si usa cd .. (attenzione allo spazio tra cd e i due punti) e questa combinazione si può concatenare: cd ../.. ci sposta di due livelli verso l’alto della gerarchia delle cartelle. Se a un certo punto non capiamo più dove siamo, digitiamo pwd (che sta per print working directory). Attenzione: a differenza di altri sistemi operativi, OS X fa differenza tra maiuscole e minuscole e quindi “Desktop” e “desktop” sono due cose diverse.

comandi base del terminaleÈ il momento di prendere confidenza con il comando cp (copy). Serve a copiare i file da una directory all’altra con la sintassi cp nomefile nomedirectory. Ad esempio cp backup.doc .. copia il file backup.doc nella directory “madre” di quella in cui ci troviamo. Può anche essere usato per copiare un file nella stessa directory con un nome diverso. Da tenere presente anche il comando mv (move) che ha la stessa sintassi di cp ma muove i file, ossia elimina l’originale.

Infine, il pericoloso comando rm (remove). Serve a cancellare i file ma, a differenza di quanto accade nel Finder, nessuno ci chiederà conferma dell’operazione. La sintassi è rm nomefile per cancellare un file, il comando accetta anche le “wildcard” per cui rm *S* cancellerà ad esempio tutti i file che hanno una S nel nome (come le catturate di schermo) e rm * cancellerà tutta la directory corrente. Da usare con cautela.

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2 COMMENTI

  1. fa piacere conoscere le “cose nascoste” del mac: personalmente uso terminale per poche cose, con comandi e stringhe imparate a memoria, ma ora ho imparato 5 comandi interessanti…..perche’ non continuare con altri cinque la prossima volta……e così’ via? anche una guida, od un link consigliato da voi tra i tanti indicati dai motori di ricerca, più’ indicato di altri secondo la vostra esperienza…. grazie

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