Google Duo: ecco come funziona con l’iPhone il FaceTime di Android

Google Duo

È quello che Apple avrebbe potuto fare con FaceTime ma che invece non ha mai voluto fare: ovvero portare il suo software di videochiamata anche su Android. Google Duo è in un certo senso questo: il FaceTime di Android, ma aperto anche al mondo iOS. L’app è arrivata da pochi giorni sull’App Store italiano e abbiamo voluto provarla per capire come funziona e se il confronto con FaceTime regge. Da precisare che la chiamata è avvenuta tra gli Stati Uniti e l’Italia, per questo le schermate sono in inglese.

Google Duo offre di base quello che offre FaceTime, ma a un livello appunto molto “di base”. Il che, attenzione, non è necessariamente uno svantaggio. La semplicità dell’app traspare subito già alla prima apertura, nella fase di configurazione. Duo, a sorpresa, non richiede alcun account Google per funzionare ma semplicemente si “aggancia” al numero del telefono; FaceTime, come ben sappiamo, richiede l’inserimento dell’Apple ID: operazione semplicissima eppure non così scontata: a quanti amici e parenti avete dovuto configurare FaceTime per riuscire a dialogare con loro?

L’attivazione di Duo è dunque immediata: basta inserire il numero di cellulare all’apertura dell’app e poi inserire il codice di verifica ricevuto via sms. In una manciata di secondi l’app di Google è pronta per la prima videochiamata.

Il fatto che funzioni con il numero di cellulare fa capire subito una cosa. Google Duo permette una comunicazione da smartphone a smartphone e stop. È multipiattaforma ma, diciamola così, è “mono-dispositivo”. Essendo l’app legata al numero di telefono, le videochiamate vengono ricevute esclusivamente sul dispositivo associato a quel numero. Duo non ha quindi il dono dell’ubiquità che ha FaceTime oppure anche Skype, che permettono di rispondere a una videochiamata da più dispositivi: iPhone, iPad, Mac. Un limite che rende la soluzione di Google evidentemente meno flessibile.

Google Duo Knock Knock
La funzione Knock Knock (in italiano Toc Toc) è molto comoda perché permette di vedere chi sta chiamando

Una funzione sicuramente originale è invece Knock Knock, in italiano Toc-Toc, ovvero l’azione del bussare alla porta. Funziona così: chi riceve, vede l’immagine live del chiamante ancora prima di accettare la videochiamata. L’effetto è un po’ quello del videocitofono. Niente di eccezionale per carità, ma prima di Google non ci aveva pensato nessuno. Poter sbirciare chi vi sta chiamando, magari per capire in che contesto si trova, non è solo divertente, contribuisce in maniera determinante ad accettare o meno la chiamata.

Su iOS, Knock Knock funziona in maniera un po’ diversa rispetto ad Android. Non avendo l’applicazione la stessa integrazione a livello di sistema come in Android, per vedere la preview video bisogna avere l’app attiva in primo piano e non solo aperta in background. Knock Knock può comunque essere facilmente disabilitata ma solo a livello di impostazioni globali dell’app e non per ogni singolo contatto o gruppi di contatti in rubrica.

Google Duo, solo l’essenziale

All’apertura l’interfaccia è quanto di più spartano si possa immaginare: la schermata mostra la propria immagine ripresa dalla telecamera frontale (effetto selfie) e in basso il grosso pulsante di chiamata. Toccandolo si apre la lista dei contatti memorizzati nella rubrica dell’iPhone: in alto ci sono quelli che hanno già l’app Duo attiva sul proprio smartphone, a seguire gli altri contatti della rubrica ai quali è possibile mandare un sms per invitarli a scaricare l’app (che è gratuita). Man mano che si fanno le prime videochiamate l’app aggiunge l’icona e il nome dei contatti recenti accanto al pulsante di chiamata. Duo non permette però di fare chiamate solo audio: la modalità videochiamata è l’unica disponibile.

Una chiamata con Google Duo
Google Duo è così facile da essere davvero alla portata di tutti…

Dobbiamo ammetterlo, la semplicità dell’interfaccia di Google Duo fa impallidire FaceTime: fare una videochiamata non è mai stato così semplice e naturale.

Accettare una chiamata o anche solo accorgersi che qualcuno ci sta chiamando può essere invece decisamente più problematico. Nelle nostre prove Duo si è infatti comportata in maniera alquanto bizzarra. Se l’app è aperta e attiva in primo piano tutto bene: come dicevamo Knock Knock funziona e appare la preview del chiamante. Se Duo non è in primo piano e, peggio ancora, se l’iPhone è in standby, spesso le chiamate entranti non vengono notificate del tutto oppure il telefono vibra ma non suona (ci è anche capitato di ricevere la notifica della chiamata sull’Apple Watch mentre l’iPhone rimaneva totalmente muto). Si tratta probabilmente di bug di gioventù, l’app è alla prima release, ma dobbiamo ammettere che da questo punto di vista l’esperienza di utilizzo di Duo è stata piuttosto frustrante.

Peccato perché per il resto, pur nelle sue limitate funzioni (o forse proprio per questo), Duo ha dalla sua due ottime cose: l’immediatezza di utilizzo e la possibilità per noi utenti iOS di videochiamare chi usa Android.

Per finire, un piccolo consiglio per chi dovesse decidere di eliminare Google Duo dal proprio iPhone dopo averla provata. Prima di cancellare l’app, conviene eliminare la registrazione del proprio numero di telefono, altrimenti il vostro numero continuerà a risultare disponibile alle videochiamate via Duo. Farlo è semplicissimo: basta andare nelle Impostazioni dell’app (dal menu che compare sfiorando i tre puntini bianchi verticali in alto a destra) e selezionare l’apposita voce.

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