Fotografica 10, Milano capitale dell’immagine. E della contestazione

Eventi –

Si è ormai concluso da alcuni giorni l’evento organizzato da Canon, che quest’anno ha visto 8.000 presenze. Ma più che i workshop e i fotografi di fama internazionale a catalizzare l’attenzione è stata la mostra di Martina Colombari. E ha dato origine a una rivolta che non si è ancora placata.

Come ormai avviene da quattro anni
a questa parte, grande è stato il clamore che ha suscitato nel mondo dei
fotografi Fotografica 10, l'evento che Canon organizza presso la Fondazione
Forma di Milano, con alcune “propaggini” in location circostanti per riuscire a
far fronte al notevole afflusso di persone. Quest'anno le presenze sono state
circa 8.000 nei cinque giorni che hanno animato la manifestazione e che hanno visto
un susseguirsi di iniziative e dibattiti, di workshop, di letture di portfolio
da cui ricavarne utili suggerimenti di convegni. Diverse sono state anche le mostre
allestite.

In realtà, quest'anno, molto più
delle lezioni di fotografi di fama internazionale come Basilico, Chiaramonte,
Cresci, Thorimbert, Benedusi o Fiorio, è stata proprio una di tali mostre a
focalizzare l'attenzione dei fotografi. E non solo di quelli presenti
all'evento ma anche del Web. Parliamo della mostra degli
autoritratti di Martina Colombari
.

Attorno a questo evento si è
scatenato un vero putiferio che ha portato sino a dar vita a una petizione
contro la Fondazione Forma e il suo direttore Denis Curti
, petizione che in
pochi giorni ha raccolto oltre 200 firmatari.

La mostra di
Martina Colombari
è stata evidentemente organizzata da Canon, che è tra gli
sponsor di Forma, con lo scopo di attirare l'attenzione su Fotografica 10. Pur
ammettendo questo aspetto, il mondo dei fotografi si è mostrato intransigente
nei confronti di tale mostra e ha espresso tutto il suo disappunto nei
confronti, si legge nella petizione, “di immagini vuote, di
un corpo che non esprime umanità e che è mostrato come un oggetto, senza un
concetto artistico che faccia pensare, che possa farci confrontare con la
percezione di noi stessi e del mondo
”.

Ma non solo. Ciò di cui viene accusata la Fondazione
Forma, e in particolare il suo direttore Curti, è di aver consentito
l'allestimento di una mostra di questo tipo solo perché alla base c'è un nome
conosciuto, non avendo mai consentito a promettenti fotografi non
professionisti di esporre le proprie foto per dimostrare che “potevano creare opere di qualità, attraverso
l'espressione di emozioni e vulnerabilità
”.

Curti ha fornito una risposta alle accuse attraverso un
video
, mentre Settimio Benedusi lo ha fatto attraverso
il suo blog
. Ma queste risposte non hanno soddisfatto il mondo della fotografia
che è ancora in subbuglio. E, c'è da scommetterlo, lo rimarrà finché non avrà
soddisfazione per il torto che ritiene di aver subito.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here