Editoriale Applicando n. 341, ottobre 2014

L’evento Apple del 9 settembre, di presentazione dei nuovi prodotti, è stato denso di importanti novità. Sono stati presentati prodotti che è possibile ordinare subito (iPhone 6 e iPhone 6 Plus) e prodotti per i quali dovremo attendere qualche mese (Ap …

L'evento Apple del 9 settembre, di presentazione dei nuovi
prodotti, è stato denso di importanti novità. Sono stati presentati prodotti che
è possibile ordinare subito (iPhone 6 e iPhone 6 Plus) e prodotti per i quali
dovremo attendere qualche mese (Apple Watch), sistemi che già sapevamo
essere in arrivo (iOS 8) e piattaforme dotate di un enorme potenziale
innovativo (Apple Pay). Parliamo in maniera estesa delle novità Apple nel focus
di copertina. Come avviene di solito al lancio di una nuova soluzione Apple, il
pubblico e gli osservatori si dividono in critici ed entusiasti. E, come sempre,
saranno gli utenti, con il loro livello di gradimento, a decretare il successo o
l'insuccesso delle nuove proposte. Per quanto ci riguarda, rimandiamo la
valutazione nel merito a quando avremo la possibilità di provare in pratica e in
maniera intensiva i nuovi prodotti e le nuove piattaforme. In questa sede
possiamo però iniziare a fare alcune considerazioni.
Innanzitutto, la Apple di Tim Cook non ha affatto perso lo slancio
innovativo. Oltre che con la riconosciuta spinta all'innovazione, tutt'altro
che esaurita, la Apple del dopo Steve Jobs dimostra di sapere affrontare con
coraggio e determinazione le sfide del mercato: apportando modifiche
importanti al suo prodotto di punta, entrando in un settore dai contorni
ancora vaghi con la consueta carica visionaria, puntando addirittura a
rivoluzionare un ambito, quello dei pagamenti, così vasto e in apparenza
così distante dal mondo della Mela.
Gli annunci del 9 settembre sottendono potenzialità e implicazioni che vanno
ben oltre l'annuncio di nuovi prodotti e tecnologie. Apple sta per lanciare il
suo prodotto più personale di sempre, Apple Watch. Inutile dire che si tratta
di ben più che un orologio. È un dispositivo che si indossa e si può portare
(letteralmente) sempre con sé, che potenzialmente ci fa vivere sempre
immersi nella piattaforma della Mela, un canale attraverso il quale addirittura
alcune delle nostre funzioni vitali si integrano nell'ecosistema Apple. Per non
dire di quali potenzialità presenti per la vita quotidiana un sistema di
pagamento contactless legato a un dispositivo portatile o indossabile. È
come se l'ecosistema Apple, composto da dispositivi hardware, soluzioni
software e servizi cloud, fosse in procinto di acquisire una nuova e inedita
dimensione. Potremmo essere agli albori di una svolta epocale.
In una sorta di eterno ritorno all'innovazione, nell'evento del 9 settembre si
sono amalgamati in perfetta armonia squarci di un futuro ancora da
disegnare e formule la cui riproposizione acquisisce un valore quasi rituale. A
partire dalla sede dell'evento, quel Flint Center di Cupertino in cui erano stati
presentati l'iMac e prima ancora il Macintosh. Passando per quel “One More
Thing” che rafforza il legame con la Apple di Steve Jobs. Finendo con gli U2, la
cui collaborazione decennale con Apple anche noi, nel nostro piccolo,
avevamo deciso di ripercorrere nella rubrica Storie di Apple ben prima di
conoscere i contenuti del keynote.
All'insegna del rinnovamento, tra le tante novità anche un'uscita di scena:
lontano dalle luci della ribalta, è stato rimosso dallo Store l'iPod classic,
l'ultimo discendente diretto del capostipite della stirpe degli iDevice,
quell'iPod lanciato nell'ormai lontano 2001, la cui ghiera ha segnato un'epoca.

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