Editoriale Applicando n. 336, maggio 2014

Un filo conduttore sottende molti dei contenuti di questo numero. Questo filo conduttore è rappresentato dai servizi cloud. I primi due focus sono dedicati alla nuvola di Apple, iCloud, e a come fare i backup utilizzando i servizi cloud. Ma, al …

Un filo conduttore sottende molti dei contenuti di questo
numero. Questo filo conduttore è rappresentato dai servizi cloud. I primi
due focus sono dedicati alla nuvola di Apple, iCloud, e a come fare i
backup utilizzando i servizi cloud. Ma, al di là di questi due argomenti
specifici, i servizi cloud hanno permeato – o stanno permeando – quasi
ogni settore delle nostre attività digitali, siano esse dedicate alla
produttività o allo svago, al lavoro o al tempo libero. E così, ritroviamo la
sincronizzazione di vari dispositivi via cloud sia nel focus sul libro
elettronico sia in quello sulle app per la gestione delle cose da fare, così
come nel tutorial su Day One e in altri passaggi della rivista.

Anche Microsoft Office, il principale strumento di produttività per
milioni di persone, giunge finalmente nel mondo iOS sotto forma di tre
App per iPad gratuite, ovviamente Word, Excel e PowerPoint, collegate a
un servizio cloud e sfruttabili appieno solo mediante un abbonamento a
Office 365. Di Office per iPad parliamo approfonditamente nel primo
test di questo numero e anche la rubrica d’opinione è dedicata a Office
per iPad: si tratta probabilmente della novità più eclatante di questi
primi mesi dell’anno, per la piattaforma iOS. Nel preciso istante in cui
stiamo scrivendo queste righe, Word, Excel e PowerPoint per iPad hanno
già scalato la classifica di App Store attestandosi tutte e tre nella top five
e risultando le uniche App della top ten che appartengono alla categoria
della produttività e non ai giochi o all’intrattenimento. Del resto, si tratta
di applicazioni che per moltissimi utenti rappresentano praticamente un
sinonimo di produttività in campo informatico e le cui versioni per iOS
erano attese da lungo tempo.

Si possono avere opinioni differenti sul modello di distribuzione e di
concatenazione delle App all’abbonamento Office 365: su questo stesso
numero potrete già trovare punti di vista diversi al riguardo. Ci sembra
che le maggiori software house stiano intraprendendo una strada chiara:
le applicazioni non sono più (o non solo) dei pezzi di software autonomi
e indipendenti, ma dei tasselli di una piattaforma costituita da
programmi desktop, app mobile e servizi, il tutto legato, sincronizzato e
interconnesso, ancora una volta, dal cloud. Quindi non si acquistano più
le licenze (una volta c’erano pesanti e voluminosi pacchetti) dei software,
ma un abbonamento annuale per l’utilizzo di un servizio, come per un
contratto telefonico o per la fruizione di una pay TV. Microsoft e Adobe
sono due esempi emblematici di software house “tradizionali”, la cui
storia affonda le radici negli albori dell’informatica contemporanea, che
hanno intrapreso questa strada anche per gli utenti finali e non solo per
scenari enterprise, per non fare l’ovvio esempio di Google, che ha il
cloud computing nel proprio DNA.
Il cloud, con gli scenari che esso ha aperto, sta dunque trasformando il
panorama digitale non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche
commerciale e di flussi di lavoro.

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