Editoriale Applicando n. 329, ottobre 2013

No, spiacenti, nel menu di Apple l’iPhone “low cost” non c’è nemmeno stavolta. Ed è assai probabile che a Cupertino non ci stessero affatto pensando, se non come ipotesi per assurdo, perché fintanto che il numero di utenti iPhone cresce come sta cresce …

No, spiacenti, nel menu di Apple l'iPhone “low cost” non c'è
nemmeno stavolta. Ed è assai probabile che a Cupertino non ci
stessero affatto pensando, se non come ipotesi per assurdo, perché
fintanto che il numero di utenti iPhone cresce come sta crescendo da
anni, a che serve mettere in campo un iPhone di plastica da
(ipotizziamo) 399 dollari? Anzi, il numero degli utenti già conquistati e
potenziali è ormai talmente ampio da poterlo segmentare: agli
appassionati della tecnologia l'iPhone 5s, a quelli un po' più “stilosi”
l'iPhone 5c. Che poi è un iPhone 5 in un nuovo case - il quale è a suo
modo un altro piccolo esempio di alta tecnologia in stile Apple, si noti
bene - quindi sarebbe sembrato strano che un cambio (e non un
declassamento) di “vestito” portasse di colpo il cartellino del prezzo a
perdere 200-250 euro. Infatti non è successo e a giudicare dai costi
presenti sugli Apple Store di altre nazioni, i prezzi dei nuovi iPhone
saranno talmente vicini che la scelta tra i due sarà relativamente poco
influenzata dal fattore economico.
Dal punto di vista più tecnico, ancora una volta Apple ha potuto calare
l'asso dell'integrazione tra hardware e software, cosa che manca ancora
a tutti gli altri. Accade in maniera netta per l'iPhone 5s, che acquista un
processore a 64 bit con una versione di iOS altrettanto a 64 bit, più un
sensore di impronte digitali altrettanto integrato con il sistema
operativo ma “irraggiungibile” per le App, almeno al momento, per ovvi
motivi di sicurezza. L'iPhone 5c ha meno tecnologia specifica ma dal
punto di vista estetico - qui più importante che nel 5s - l'integrazione
dei nuovi case pastello con la nuova grafica di iOS 7 sarà molto
interessante, e crediamo non per caso.
Inoltre, gli annunci dei nuovi iPhone hanno creato molta aspettativa in
campo iPad. Non è questione di cosa succederà - è ovvio che l'iPad più
potente acquisirà le tecnologie dell'iPhone 5s - ma di valutare
direttamente il nuovo salto di capacità operativa che il tablet Apple
potrà fare una volta dotato di un processore di classe desktop, un
sistema operativo a 64 bit, App per la produttività ora gratuite, un
iCloud potenziato e chissà che altro. Anche qui, nel settore chiave della
“nuova informatica” personale, il divario tra Apple e la concorrenza
promette di allargarsi anziché di restringersi, con iPad che per potenza
e caratteristiche renderanno sempre meno necessari - addirittura
sensati - i classici personal computer. E, come sottolineiamo spesso,
basta fare un giro sui mezzi pubblici per rendersi conto che il
fenomeno è già ben avanti e di quanto il tablet stia diventando
davvero pervasivo tra gli utenti.

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