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Nikon D50
Digifocus/TestLabs
Nikon D50
Una fotocamera solida e comoda, con un'elevata qualità dell'immagine. Non consente però il controllo della profondità di campo
09 Giugno 2006

La D50 è una fotocamera indirizzata all'utenza consumer, semplice da utilizzare e dall'interfaccia intuitiva, ma che a un'analisi attenta mostra la grinta delle sorelle maggiori. A differenza delle dirette concorrenti EOS 350D e della E-500, che montano sensori da 8 megapixel, questa digireflex monta un sensore CCD da 6 megapixel, dotato quindi di una minore risoluzione, ma caratterizzato da dimensioni maggiori rispetto a quelli delle concorrenti.

Questa particolare soluzione porta a una diminuzione del numero di pixel che formano l'immagine, a fronte però di un incremento impressionante della sensibilità del sensore (partiamo da 200 ISO, contro i 50 ISO di Canon e Olympus) e di un eccezionale rapporto tra segnale e rumore di fondo: di fronte alla garanzia di una qualità d'immagine mediamente più elevata e di tempi di scatto più brevi, 300 pixel in meno per lato potrebbero non essere un problema!

Il kit base prevede uno zoom 18-55 f3.5-5.6, disegnato per coprire adeguatamente il sensore: unico neo, come per tutti gli obiettivi in prova, è la scarsa luminosità. I punti di messa a fuoco sono cinque, disposti a croce e ben distanziati fra loro, in modo da coprire tutta l'area inquadrata. La scelta del punto di messa a fuoco può essere automatica oppure manuale e in questo caso la D50 permette la selezione del punto AF tramite il joystick presente sul dorso, facilmente raggiungibile con il pollice senza staccare la digireflex dall'occhio: si tratta della soluzione più pratica e intuitiva tra quelle utilizzate sulle reflex in prova.

La lettura esposimetrica avviene utilizzando due distinti apparati: abbiamo infatti il sistema Color Matrix 3D II, tecnologia sviluppata da Nikon e molto apprezzata in ambito professionale, che sfrutta un apposito sensore da 420 pixel con area di lettura corrispondente a quella inquadrata, e un più semplice ma non meno efficace sistema di lettura spot, che permette di scegliere tra due ampiezze della zona di lettura per poter meglio affrontare anche le situazioni di ripresa più insidiose.

Durante la prova è emersa una lieve tendenza alla sovraesposizione, per altro riscontrabile anche nelle "sorelle" analogiche: una caratteristica nota ai fotoamatori un po' più navigati, una sorta di cifra stilistica della casa produttrice. In aggiunta agli ormai classici e consolidati preset Ritratto, Sport, Paesaggio e Ritratto notturno, troviamo un inusuale ma apprezzabile preset Bambini: si tratta di una azzeccata combinazione degli elementi Ritratto e Sport, che permette di riprendere in tutta sicurezza e tranquillità soggetti decisamente dinamici e difficili come i bambini, ottenendo immagini ferme, correttamente esposte e una fedele resa cromatica dell'incarnato.

Nikon ha fatto una scelta controtendenza per quanto riguarda l'archiviazione delle immagini: la D50 utilizza infatti schede SD, più piccole delle Compact- Flash che troviamo sulle digireflex concorrenti e anche sul resto della produzione Nikon. Varie le motivazioni: la dimensione ridotta del supporto, l'elevata capienza che le SD hanno recentemente raggiunto, la maggiore praticità e economicità per l'utenza consumer.

A corredo della D50 troviamo il software PictureProject, che permette di scaricare le immagini dalla digireflex ed è un utile strumento per l'archiviazione e il primo fotoritocco. Nella confezione troviamo anche una versione trial di Nikon Capture 4, un programma molto completo che permette una migliore elaborazione e una più pratica gestione dei file RAW.

L'impressione generale data dalla Nikon D50 è quella di una fotocamera decisamente solida e ben progettata: le dimensioni di poco più generose rispetto alle concorrenti rendono l'impugnatura agevole in qualsiasi condizione e la disposizione dei comandi è gestita sapientemente, così da permettere un approccio rilassato e produttivo tanto al fotoamatore esperto quanto al neofita. L'unico difetto è l'assenza di un tasto per il controllo della profondità di campo, presente invece nelle digireflex concorrenti.

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