Con One Pass, anche Google segue la via degli abbonamenti

Internet –

Ma non solo. Il sistema rende disponibili agli editori anche altri modelli di business: prepagati, pay-per-content e anche freemium. Google One Pass funzionerà su qualsiasi sito e applicazione (per smartphone o tablet).

Il web gratuito potrebbe in breve diventare un ricordo. Google ha infatti lanciato One Pass, un servizio che abilita il micropagamento sui contenuti su tutte le piattaforme e con un unico interlocutore.

Il servizio permetterà agli editori di regolamentare la fruizione dei contenuti stabilendo regole e prezzi, sempre con il principio "paga una volta, visualizza ovunque".
One Pass mette a diretto contatto utenti e fornitori, con una piattaforma valida non solo sulle Apps ma anche sul web.
Il sistema mette a disposizione dell'editore dei tool che consentono di sperimentare diversi modelli di business: abbonamenti, prepagati, pay-per-content e anche l'ormai classico freemium.
L'accesso è garantito grazie a un sistema di coupon, codici che verificano lo stato dei vari abbonamenti.

Google One Pass funzionerà su qualsiasi sito e applicazione (per smartphone o tablet) che semplicemente abiliti tale funzionalità. E' possibile ipotizzare una futura integrazione con altri device (connected Tv, per esempio) e con i sistemi di contabilità aziendale.

La configurazione necessaria è minima e i contenuti vengono gestiti tramite una semplice interfaccia online. Il servizio viene erogato da Google Checkout: pertanto non è necessario creare un sistema di pagamento apposito nel sito.
Il sistema è già disponibile in Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia.

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