Nella visione di Apple la fruizione dei contenuti acquistati su iTunes Store è molto semplice: se sono protetti da funzioni DRM (Digital Rights Management) si possono vedere – o ascoltare, o leggere – solo all’interno delle app autorizzate e solo sui dispositivi connessi al nostro account iTunes. Il problema del DRM è scomparso per la musica ma esiste ancora per la visione dei film, che sono trasferiti nel formato m4v protetto via FairPlay.

Non è una “scortesia” di Apple ai suoi utenti ma quello che resta delle logiche anti-pirateria delle case cinematografiche, alla continua ricerca di un difficile equilibrio tra la legittima volontà di evitare che un film venga duplicato e distribuito e l’abitudine che oggi i clienti hanno di vedere contenuti quando e dove vogliono. In teoria, avendo legalmente acquistato un film dovremmo poterlo vedere ovunque, ma non è così.

A che serve TunesKit

Ecco che qui entra in gioco TunesKit, un software che in sintesi riceve in ingresso un file m4v e produce in uscita lo stesso filmato ma in formato MP4 standard, quindi eseguibile su qualsiasi dispositivo e qualsiasi sistema operativo. Quello che fa nel processo è eliminare la protezione FairPlay, un’operazione sulla cui legalità si può discutere ma che è ragionevolmente tollerabile se eseguita su contenuti che si ono acquistati e solo per uso strettamente personale.

Il funzionamento di TunesKit è banale. Al lancio l’applicazione provvede a lanciare la copia locale di iTunes oppure a ri-lanciarla se è già attiva. In questo modo “vede” i suoi contenuti e soprattutto esegue un minimo di controllo sul file da convertire. All’inizio della conversione il film viene avviato anche in iTunes per verificare se abbiamo effettivamente i privilegi per riprodurlo. Se così non fosse vorebbe dire che non l’abbiamo acquistato e TunesKit non lo convertirà.

tuneskitCon il pulsante Add File si aggiunge un film o un qualsiasi contenuto video alla coda di conversione, con il pulsante Convert si avvia l’operazione, che è piuttosto veloce. Gli sviluppatori indicano che una conversione può richiedere anche solo un ventesimo della durata del film, nelle nostre prove siamo stati più vicini a un decimo. Dipende anche da quanto è “ben carrozzato” il Mac che esegue la conversione, ovviamente.

Il risultato della conversione è un file MP4 che ha le stesse caratteristiche audio e video (risoluzione, canali audio, lingue, sottotitoli…) di quello di partenza. Si badi ad avere abbastanza spazio libero su disco perché anche la dimensione non sarà tanto diversa.

Tirando le somme

TunesKit non è un software proprio per tutti, soprattutto perché il suo costo di 45 dollari (al momento in cui scriviamo, qui lo store) è elevato. Se abbiamo un ecosistema di prodotti solo Apple in effetti non ci serve perché della sincronizzazione se ne occupa direttamente iTunes, ha senso se non abbiamo altri modi per portare la visione dei film iTunes sulla Smart TV di casa o se usiamo molti device con sistemi operativi diversi. E vale la solita avvertenza: poter copiare non è un invito alla distribuzione incontrollata di film e video. Utente avvisato…

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