Come risparmiare la batteria dell’iPhone: i quattro miti da sfatare

Risparmiare la batteria dell'iPhone

Da quando esistono i cellulari e in particolare gli smartphone esiste anche un immaginario collettivo di trucchi e procedure per risparmiare la batteria e aumentare la loro autonomia. L’iPhone non fa eccezione e sicuramente abbiamo già incontrato amici e colleghi prodighi di consigli su come arrivare a fine giornata pur avendo solo il 2-3 percento di autonomia mostrata da iOS.

Alcuni di questi consigli sono efficaci, altri lo sono meno. E altri sono veri e propri miti che non hanno fondamento. O che non vanno considerati come verità assolute perché dipendono dalle condizioni in cui ci troviamo e da cosa vogliamo fare con l’iPhone. Qui ne riportiamo quattro tra i più diffusi.

Un quinto mito inerente il modo di risparmiare la batteria però va segnalato perché pur essendo tra i più “storici” è ancora in parte vero. Ogni tanto è bene caricare del tutto un iPhone e poi usarlo fino a quando non si spegne da solo. Questo non ha nessuna influenza sull’autonomia della batteria perché non esiste più il famigerato “effetto memoria”, però consente a iOS di essere più preciso nell’indicazione dell’autonomia rimanente.

1. Chiudere le app non in uso

Non sempre ha senso trasferire quello che si è imparato con il Mac al mondo dell’iPhone. Sul desktop chiudere le app che non si stanno usando effettivamente fa risparmiare cicli di CPU e quindi batteria, se abbiamo un portatile, ma chiudere le app iOS facendole “scorrere via” dal task switcher non ha lo stesso effetto.

Le app iOS non in uso sono “congelate” per tutti i loro processi o per la stragrande maggioranza, quindi non consumano risorse anche se sono mantenute parzialmente in memoria. Anzi, proprio per quest’ultimo dettaglio eliminarle ottiene un (minimo) effetto contrario: al riavvio il loro codice dovrà essere ricaricato da zero nella RAM dell’iPhone e questo richiede energia.

2. Disattivare il Wi-Fi

Il buon senso ci dice che disattivare qualsiasi parte elettronica dell’iPhone fa consumare meno e il Wi-Fi è uno dei primi candidati, quando la batteria cala. In effetti non è sempre così, dipende se comunque continuiamo a collegarci a Internet via rete cellulare e a usare i servizi di geolocalizzazione. E da dove ci troviamo.

Infatti disattivare il Wi-Fi non solo non ci fa risparmiare la batteria, ma può addirittura farci consumare di più. Se nella nostra posizione l’iPhone riceve un segnale Wi-Fi forte consuma meno usando quello che non una rete cellulare, se questa è invece debole. In quanto a localizzazione, eseguire anche triangolazioni rispetto alle basi Wi-Fi circostanti richiede meno energia che affidarsi al solo GPS.

Vale la pena invece disattivare il Wi-Fi sia (ovviamente) quando non intendiamo connetterci a nulla sia quando siamo sotto una copertura Wi-Fi molto debole e l’iPhone fa fatica a mantenere la connessione. In presenza di una rete cellulare più stabile e meglio usare quest’ultima.

3. Usare solo il Wi-Fi

È il corollario del punto precedente. Sebbene in molti sostengano – anche Apple – che usare la rete Wi-Fi fa risparmiare la batteria di più rispetto alla rete cellulare, questo non è sempre automaticamente vero.

In presenza di segnali adeguatamente forti sia Wi-Fi sia LTE, i test indicano che mediamente la navigazione su web via Wi-Fi e quella via rete cellulare consumano la stessa energia, con qualche punto percentuale a favore del Wi-Fi ma non oltre il 2-3 percento.

Non c’è insomma una differenza significativa, anche se usare la rete LTE significa consumare il proprio monte di gigabyte disponibili e il Wi-Fi invece non comporta questo problema (se è gratuito).

4. Disattivare i servizi di localizzazione

Molte app usano i servizi di geolocalizzazione dell’iPhone, ma questo non vuol dire che lo facciano in continuazione. Disabilitare i servizi di localizzazione quindi non fa una grande differenza nel consumo complessivo della batteria, al massimo qualche punto percentuale.

Tutti abbiamo ben presente quanto dura poco la batteria di un iPhone se lo usiamo come navigatore per auto ma, in quel caso, il grosso dell’energia è consumato perché lo schermo resta sempre acceso, non per la localizzazione.

Certo un risparmio percepibile nel consumo della batteria esiste, ma va bilanciato con i servizi che si perdono disattivando del tutto la geolocalizzazione. Piuttosto, meglio farlo per singola applicazione impedendo l’accesso ai servizi da parte delle app che consumano più energia e che fanno uso del calcolo della posizione.

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