Come modificare gli stili di Word 2016

Modificare gli stili di Word 2016

Microsoft Word è probabilmente il word processor più utilizzato, anche dagli utenti Apple, e negli anni si è arricchito di funzioni che mirano a rendere più semplice la composizione di documenti anche lunghi e articolati. Arrivati a Word 2016 sono anche troppe per l'utente medio, motivo per cui molte vengono ignorate perché considerate troppo complesse quando si deve creare un documento semplice. Una funzione che classicamente fa questa fine è quella che ci permette di gestire e modificare gli stili di Word.

Perché modificare gli stili di Word?

Perché - si chiede la gran parte degli utenti - mettere in campo una funzione in più per modificare gli stili di Word quando in fondo ci servono solo un paio di font, gli attributi di base e magari uno o due colori di testo in più del solito nero?

word-stiliRisposta: perché comunque è più semplice attivare uno Stile con un clic e perché si evitano errori. Lo stile è sempre quello, mentre può capitare di non ricordare come abbiamo impostato una didascalia dieci pagine fa. Per familiarizzare con gli stili di Word 2016 iniziamo andando sul sicuro, ossia modificando uno degli stili predefiniti.

1. Accedere agli stili

Gli stili (o per la precisione gli stili veloci) sono in bella evidenza nella sezione Home, quindi nell'interfaccia base di Word 2016. Sono nella parte destra del Ribbon, una sequenza di riquadri con l'anteprima di ciascuno stile. Più a destra ancora c'è l'icona-pulsante per aprire il Riquadro Stili, che elenca tutti gli stili oltre a quelli veloci, ma al momento possiamo farne a meno.

Per accedere agli attributi di uno stile basta portarvi sopra il puntatore del mouse, attivare il menu contestuale e scegliere il comando Modifica. Appare una finestra Modifica stile in cui ci sono tutte le opzioni legate a quello stile.

Gli attributi elencati sono tutti modificabili tranne Tipo di stile, che indica se lo stile si applica su tutto il paragrafo in cui ci troviamo (allora il tipo è Paragrafo ed è quasi sempre così) opure solo al testo selezionato (tipo Carattere). Nella sezione Formattazione troviamo di che sbizzarrirci in merito a font, interlinea, dimensioni, allineamento eccetera. Immediatamente sotto ai parametri c'è una (piccola) anteprima dello stile per come lo stiamo impostando.

2. Gli stili derivati

Apriamo la finestra di modifica dello stile Enfasi intensa per avere un esempio di stile Carattere e di stile derivato. Come indica l'opzione scelta per Stile basato su, lo stile in questione non impone suoi parametri. Si limita a prendere quelli di un altro stile, in questo caso quello definito per il paragrafo in cui ci troviamo, e applicarvi due modifiche: carattere in corsivo e di colore blu.

Gli stili derivati sono spesso anche stili Carattere: applicando le modifiche solo a una selezione del paragrafo ha senso "assorbirne" gli attributi modificandoli solo in parte. Non è necessariamente sempre così, ovviamente.

3. Dettagli da considerare

Alcuni parametri degli stili non sono immediatamente evidenti oppure non sono immediatamente comprendibili, eppure possono essere importanti.

Ad esempio Stile per il paragrafo seguente non deve essere sottovalutato. Sembrerebbe logico che lo stile del paragrafo seguente a quello che stiamo scrivendo debba essere lo stesso, ma in realtà il più delle volte non è così. Se stiamo scrivendo l'intestazione di un capitolo con un suo stile, vorremo che lo stile del paragrafo seguente sia invece quello del testo normale (perché l'intestazione ha un solo paragrafo).

Per evitare complessità quasi tutti gli stili usano Normale come stile del paragrafo seguente, ma giocando bene con questo parametro possiamo formattare automaticamente diverse parti di un documento, se hanno sempre la stessa struttura.

Cliccando sul menu Formato in basso a sinistra nella finestra di modifica si accede ad alcuni parametri non mostrati nella finestra principale. Uno potenzialmente utile è Tasto di scelta rapida, che ci permette di associare una scorciatoia da tastiera agli stili che usiamo più spesso. Sempre in nome della produttività.

 

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