Negli USA i Chromebook superano i Mac: Apple deve preoccuparsi?

acer Chromebook

I Chromebook da noi hanno avuto un successo limitato e ci sono consumatori che nemmeno ne conoscono l’esistenza, ma negli Stati Uniti sono un mercato in crescita a cui guardano molti produttori di rilievo (storicamente Acer ma anche HP e Dell) e con prodotti sempre più sofisticati, alcuni dei quali sono esteticamente molto simili ai MacBook Air.

Ora la notizia è che nelle vendite USA del primo trimestre 2016 si sono venduti circa due milioni di Chromebook rispetto a 1,76 milioni di Mac. Il raffronto non è corretto al 100 percento perché si tratta di due segmenti di prodotto diversi, ma è un segnale interessante perché i Chromebook sono un prodotto tipicamente da studenti dei primi livelli scolastici (il segmento che negli USA viene definito K-12) e la probabilità che si diffondano più largamente anche da noi c’è, con la nascita di modelli più belli e più prestanti ma che si possono tranquillamente lasciare nelle mani di un dodicenne (e anche meno). Anche le aziende sono sempre più interessate ai Chromebook.

Si tratta di computer portatili con processori relativamente poco potenti e basati su Chrome OS, un sistema operativo di Google che Big G sta progressivamente collegando al mondo Android e alla sua abbondanza di applicazioni (nel prossimo futuro Chrome OS potrà eseguire le app Android). Il loro bello è che sono computer a basso costo (anche meno di 400 euro per i modelli da 13 pollici), il limite è che per offrire tutte le loro funzioni devono essere sempre connessi a una rete.

Il segnale conta anche perché indica una certa frenata di Apple nel segmento scolastico che è stato per lungo tempo un suo punto di forza. Apple qui spinge nettamente sull’adozione degli iPad al posto dei computer e la strategia ha senso, ma viene da chiedersi quanto mercato in più potrebbe riprendere Cupertino con un portatile “alla Apple” ma anche a basso costo. In fondo non si vive di solo MacBook.

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