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Nel segno del software
Focus
Nel segno del software
I nostri inviati a San Francisco ci raccontano il keynote tenuto da Philip Schiller, dopo l’annuncio che per Apple sarebbe stato l’ultimo anno al Macworld Expo, e le novità presentate: iLife '09, iWork '09 e il nuovo MacBook Pro 17"
10 Febbraio 2009

Come per ogni storia che si rispetti, partiamo dal prologo, e il prologo di ogni Macworld è fatto dalle indiscrezioni che si susseguono incessanti sin dall'ultimo importante annuncio Apple che ha riguardato il rinnovo dei portatili. Un nuovo Mac mini con funzioni di media center? iPhone nano? Il lancio anticipato di Snow Leopard per contrastare l'imminente arrivo di Windows 7? Le voci sono sempre le più disparate e con l'attenzione mediatica che Apple è riuscita a calamitare su di sé negli ultimi anni il gioco si è fatto sempre più pesante, con attese altissime, spesso ingiustificate, da parte sia degli addetti ai lavori sia degli utenti.

È quindi stato un fulmine a ciel sereno che, poco più di quindici giorni prima dell'evento (il sedici dicembre, per la precisione), Apple si sia sbottonata al riguardo con due annunci sorprendenti: questo sarebbe stato l'ultimo Macworld a cui avrebbe partecipato direttamente e Steve Jobs non avrebbe personalmente tenuto il keynote, delegando a Phil Schiller la storica presentazione. Immediate le reazioni negative, ancor più alimentate dalle supposizioni sullo stato di salute di Jobs, argomento che ha monopolizzato buona parte dell'attenzione e riguardo al quale il numero uno di Apple è sempre stato molto riservato. Steve Jobs stesso ha chiarito la situazione a poco meno di ventiquattro ore dall'apertura della fiera, con una lettera volta a rassicurare la community, chiarendo che i problemi di salute attuali erano legati a uno squilibrio ormonale per il quale era già iniziato un trattamento medico. A metà gennaio, poco prima che questo numero andasse in stampa, Apple rendeva invece pubblica una e-mail in cui Jobs informava i dipendenti che tali problemi erano più complessi del previsto e che per questo decideva di concentrarsi maggiormente sulla propria salute. A questo scopo Jobs ha chiesto a Tim Cook, Chief Operating Officer di Apple, di seguire fino a giugno 2009 le attività quotidiane dell'azienda, rimanendo comunque coinvolto, in qualità di CEO, sulle decisioni strategiche.

Cento Macworld a settimana

Da subito chiaro invece il motivo per cui Apple ha deciso di abbandonare definitivamente il Macworld. Tre milioni e quattrocento mila persone a settimana: tanti sono i clienti, gli appassionati e anche solo i semplici curiosi che mettono piede in uno degli Apple Store sparsi in giro per il mondo. L'equivalente, appunto, di cento Macworld ogni sette giorni. Ed è con questo semplice dato che un emozionato Phil Schiller ha aperto il keynote del Macworld 2009, un dato che fa capire molto chiaramente quanto si sia negli anni ridimensionata l'importanza di questo genere di fiere, una volta fondamentali e oggi relegate a un ruolo di secondo piano da Internet e dalle attente scelte di Apple nel campo della comunicazione, scelte che hanno portato il colosso di Cupertino ad aprirsi canali sempre più diretti nel rapporto con il suo pubblico. E il Pubblico con la P maiuscola, quello del Macworld, non ha mancato di accogliere e incoraggiare calorosamente Schiller fin dalla sua apparizione sul palco, con continui scrosci di applausi. Dopo una breve introduzione il braccio destro di Steve Jobs ha immediatamente attaccato gli argomenti del giorno, con un keynote tutto dedicato al Mac e tre annunci principali.

iLife '09

“Uno dei motivi per cui la gente compra un Mac”. Così Schiller introduce la nuova versione della suite chiave di software consumer per la gestione di file multimediali, e per capire quanto sia importante per Apple iLife basti pensare che circa metà del keynote è stato dedicato alla presentazione dei nuovi iPhoto, iMovie e GarageBand.


Sostanziose, e applauditissime, le novità di iPhoto. Innanzitutto viene introdotto un sistema di riconoscimento automatico dei volti. Dalla demo presentata la tecnologia pare impressionante: iPhoto identifica i volti presenti in una foto e, una volta associato un nome a una faccia, riconosce automaticamente le foto in cui una data persona compare ed è in grado di zoomare sul volto di una persona per metterlo in risalto in slideshow e presentazioni.

Con pochi clic è possibile catalogare le foto in base alle persone presenti, aggiungendo un nuovo sistema di ricerca che si affianca agli Eventi, già introdotti in iPhoto '08, e creando un vero e proprio database visivo dei propri amici.

Seconda novità è il supporto al geotagging delle foto, sia tramite dati GPS ricavati dai moduli montati sulle più moderne fotocamere (o su iPhone), sia tramite l'inserimento manuale dei dati per ogni gruppo di fotografie, sfruttando in questo caso un ricco database di città, stati e luoghi di interesse. Utilizzando come base Google Maps, perfettamente integrato in iPhoto, gli utenti possono quindi avere un rapido riferimento visivo, tramite i famosi “pin” sulla mappa, sui luoghi in cui le varie fotografie sono state scattate. Anche in questo caso è possibile creare album intelligenti basati sulle location con pochi semplici clic. Viene inoltre introdotta la possibilità di creare slideshow compatibili con iPhone e dotate di nuovi, spettacolari effetti visivi e la nativa compatibilità con Flickr e Facebook. Nel secondo caso l'integrazione con il nuovo sistema di riconoscimento dei volti è totale: non solo i nomi delle persone introdotti in iPhoto verranno automaticamente importate su Facebook, ma ogni persona taggata nelle vostre foto sul popolare sito di social networking verrà automaticamente inserita anche in iPhoto.

Passi avanti notevoli anche per iMovie. Apple è stata molto attenta alle critiche ricevute alla versione '08 del software, tanto rivoluzionaria quanto limitante sotto molti aspetti. Con iMovie '09 si punta a unire il meglio dei due mondi: dalla demo tenuta da Randy Ubillos, l'ingegnere Apple che ha inventato il nuovo sistema di montaggio alla base di iMovie '08, si intuiscono le enormi possibilità del sistema di montaggio semplificato unito ai potenti, e ulteriormente migliorati, strumenti di iMovie '06. È ora possibile, tramite una funzione di zoom sui segmenti video, avere ancora maggior precisione nel montaggio, facendo combaciare e sovrapponendo perfettamente due clip; sono state introdotte nuove transizioni e nuovi temi (applicabili a un intero progetto con un clic) ed è possibile anche creare la propria personale versione delle mappe di viaggio animate, in 3D o 2D. Preziosa anche la funzione di stabilizzazione automatica dei video, in grado di salvare materiale spesso inutilizzabile a causa delle eccessive vibrazioni.

Passando a GarageBand, sono sempre più chiare le intenzioni di Apple di trasformare ogni persona in un musicista. La grossa novità sta nell'integrazione di vere e proprie lezioni di musica all'interno del software, per insegnare a tutti a suonare la chitarra o il pianoforte tramite video in alta definizione e vari ausili visivi (partiture, grafica su come posizionare correttamente le mani e le dita). Oltre alle lezioni base incluse sarà possibile acquistare, in un apposito GarageBand Store, lezioni tenute da importanti personaggi del mondo della musica, come Sting, Sarah McLachlan o Norah Jones, che insegneranno a suonare i loro pezzi più famosi. Totalmente trascurati nel keynote sia iWeb sia iDVD: entrambi i software offrono alcune migliorie e nuovi template, ma nessuna novità davvero sostanziosa.

iWork '09

Difficile migliorare una suite produttiva già di ottimo livello quale iWork e infatti per l'edizione 2009 ci si limita a una serie di migliorie marginali e all'introduzione, tramite un sistema di cloud computing, dell'opzione di condivisione e review dei documenti online sul sito iwork.com, servizio proposto attualmente in beta pubblica e in seguito a pagamento.


Su Pages troviamo una nuova modalità a tutto schermo, su Numbers nuove funzioni sulle formule, nuovi formati e animazioni per i grafici e una maggior integrazione con Pages, su Keynote nuovi template, la possibilità di pilotare le presentazioni tramite iPhone (acquistando l'applicazione Keynote Remote a 0,79 euro) e un nuovo sistema di animazione in grado, data una slide di origine e una slide finale, di creare automaticamente i frame di intermezzo. Ovviamente l'intero keynote è stato realizzato con l'ausilio della nuova versione di iWork (di cui è disponibile una versione trial sul sito di Apple. Sia iWork sia iLife sono proposti al prezzo di 79 euro per licenza singola e in pacchetto Family Pack da cinque licenze a 99 euro. Apple ha però deciso di proporre due nuove modalità di acquisto. Comprando un Mac nuovo sarà possibile acquistare iWork '09 aggiungendo soli 49 euro. Disponibile inoltre un pacchetto contenente Mac OS X Leopard, iLife '09 e iWork '09 a 169 euro: un affare, considerando che l'acquisto separato comporterebbe un esborso di quasi 290 euro.

MacBook Pro 17”

Unico annuncio hardware, lo scontato nuovo MacBook Pro da 17''. Basato anch'esso sul processo produttivo unibody, il nuovo 17 pollici va a completare la gamma dei portatili posizionandosi in una fascia altissima di mercato, destinata agli utenti pro che non vogliono rinunciare a prestazioni e display da desktop nemmeno on the road. Ovviamente, con 2,50 cm di spessore e “soli” 2,99 kg di peso, il nuovo gioiello - dichiara Apple - è il portatile da 17'' più sottile e leggero attualmente presente sul mercato. Nel robusto guscio di alluminio troviamo processori Intel Core 2 Duo da 2,66 o 2,93 GHz, doppia scheda grafica NVIDIA 9400 e NVIDIA 9600 da 512 MB di VRAM, Superdrive, tutte le connessioni presenti sul fratello minore da 15'', una porta USB extra e, prima volta per un portatile della Mela, la possibilità di indirizzare ben 8 GB di memoria RAM. Presente ovviamente il nuovo trackpad multitouch in vetro mentre il display, da 1.920 x 1.200 glossy, è disponibile a pagamento anche in versione matte (antiriflesso) per i clienti più sensibili ai riflessi.

Una nota a parte per la batteria, non removibile come quella del MacBook Air: una scelta controcorrente da parte di Apple, soprattutto in un prodotto destinato alla fascia di mercato professionale, ma giustificata da alcuni dati decisamente interessanti. La nuova batteria dovrebbe permettere di spremere dal nuovo 17 pollici sino a 8 ore di autonomia (utilizzando la scheda NVIDIA 9400, 7 ore con la 9600), un vero record, e dovrebbe permettere di raggiungere i 1.000 cicli di ricarica, circa il triplo rispetto a una batteria normale, garantendone una longevità impareggiabile.

Il prezzo? 2.499 euro in configurazione base con processore da 2,66 GHz, 4 GB di RAM e hard disk da 250 GB. Ma aggiungendo il processore da 2,93 GHz, gli 8 GB di RAM e il costosissimo disco a stato solido da 256 GB si sfiorano cifre da capogiro.

One Last Thing...

Non è la “One More Thing” di Steve, ma anche Phil Schiller si concede un ultimo annuncio. Anzi, un'ultima serie di annunci, tutti riguardanti iTunes Store. Per prima cosa l'ennesima celebrazione in cifre: con oltre sei miliardi di pezzi venduti, dieci milioni di brani disponibili e settantacinque milioni di utenti con carta di credito registrati (sì, avete letto bene: settantacinque milioni), iTunes è lo store di musica online numero uno al mondo. Tre gli annunci chiave. Per prima cosa sarà possibile scaricare anche tramite connessione 3G i brani su iPhone, e non solo in WiFi. Per seconda cosa, cedendo alle richieste delle major, dopo sei anni Apple ha deciso di rivedere il sistema di pricing del Music Store, inserendo due nuove fasce di prezzo per i brani audio: a discrezione le major potranno vendere ogni canzone, oltre ai consueti 0,99 euro, anche a 0,69 euro o a 1,29 euro. È troppo presto per analizzare gli effetti di tale decisione, ma Schiller si è affrettato a precisare che saranno più i brani nella fascia bassa di prezzo che quelli nella fascia alta. Terzo, ma non meno importante, come già avviene su alcuni negozi concorrenti l'intero catalogo di iTunes verrà proposto senza DRM e con brani codificati in AAC a 256 kbps tramite l'opzione iTunes Plus. Otto dei dieci milioni di brani sullo Store sono già stati convertiti, i restanti due milioni lo saranno a breve. Ogni utente potrà aggiornare la propria libreria di brani musicali precedentemente acquistati su iTunes Music Store per renderla libera da ogni DRM e godere della migliorata qualità audio, al costo di 30 centesimi a canzone o al 30 percento del prezzo dell'album.

La chiusura del keynote è tutta in musica. Le ultime parole di Phil: “facciamo prodotti quali iTunes, iPod e GarageBand per un solo motivo, perché ci piace la buona musica”.

Sul palco sale Tony Bennett, una vera leggenda, degna conclusione per l'ultimo keytone Apple al Macworld. La scelta dei brani non è casuale, canta prima “The best is yet to come” e conclude con “I left my heart in San Francisco”. Mai canzoni furono più appropriate.

Tag: Mac

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