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Policromie soggettive
Se almeno una volta, di fronte a una sfi lza di termini tipo SWOP, US Web Coated v2, sRGB IEC61966-2.1, AdobeRGB, AppleRGB, Generic RGB, Generic Monitor, Japan Standard, profi lo_cli_OK_TaratoSecondo_ riOK.icc, vi siete sentiti smarriti, questo è l'articolo che fa per voi
di Marco Galiazzo
14 Giugno 2006
Qualsiasi utente Mac che abbia avuto a che fare con foto, immagini o disegni si è trovato senza dubbio a dover usare un profilo colore. Quante volte, aprendo un'immagine in Photoshop, siamo rimasti inermi di fronte alla domanda: "Il profilo dell'immagine che stai aprendo non corrisponde con quello dello spazio di lavoro. Cosa vuoi fare?". Al che, non capendo bene cosa volesse dire, siamo rimasti nel dubbio se dare l'ok, che va sempre bene, oppure se cercare l'opzione più innocua pur non capendone il significato.
Se chiediamo cosa sia un profilo colore anche a utenti che ne usano quotidianamente diversi possiamo sentire le risposte più varie. Secondo i più, un profilo è una curva di conversione, un modo per ottenere i colori fedeli, uno strumento di regolazione. Negli ultimi 13 anni, da quando il Color Management è stato introdotto nel mondo Mac con Color- Sync, si sono moltiplicati i luoghi comuni errati, e molti prodotti che promettevano mari e monti, giurando di risolvere i problemi di gestione colore con un clic, si sono rivelati inadeguati. Oggi, che finalmente i prodotti ci sono e funzionano, manca la preparazione da parte dell'utente, spesso confuso e deluso.
Bisogna essere sinceri e dire che le problematiche che ruotano attorno al Color Management sono ampie e complesse, e solo avendo le idee veramente chiare sugli elementi in ballo si può sperare di avere dei buoni risultati.
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