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Test - Nikon D3000
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Test - Nikon D3000
Modello di ingresso della gamma di reflex digitali Nikon, offre un ottimo rapporto prestazioni/prezzo, ma pecca un po' nella visibilità del display in pieno sole.
15 Luglio 2010

L'acquisto di una reflex digitale è giustificato principalmente dal fatto di poter contare su una qualità delle immagini superiore a quella offerta dalla stragrande maggioranza delle compatte. L'altro elemento che entra in gioco è la possibilità di sostituire l'obiettivo, potendo in genere scegliere fra una gamma che va dagli ultra grandangolari fino ai teleobiettivi più spinti. Man mano che il corredo di ottiche cresce, diventa sempre più difficile passare a un altro marchio, per non parlare delle differenze dal punto di vista operativo fra i modelli delle diverse marche, disposizione dei comandi principali e impostazioni dei menu.

Proprio la fidelizzazione al marchio è un elemento su cui contano molto i fabbricanti e per questo è per loro importante riuscire ad attrarre il maggior numero di appassionati proponendo modelli di ingresso che, a fronte di funzionalità simili a quelle delle reflex di fascia professionale, siano comunque facili da usare, caratteristiche che si ritrovano nella Nikon D3000, destinata a raccogliere l'eredità della D60. Per contenere il più possibile il prezzo, sono state eliminate funzionalità tipiche di modelli di fascia superiore, come il Live View, che permette di sfruttare il display per comporre l'inquadratura o la possibilità di registrare filmati.

Il sensore utilizzato dalla D3000 è lo stesso CCD da 10,2 Megapixel in formato DX della D60, lo standard scelto da Nikon anche per la maggior parte dei modelli della fascia professionale. Il formato DX comporta un fattore di moltiplicazione di 1,5x quando si utilizzano obiettivi progettati per le reflex Nikon a pellicola, vale a dire che la lunghezza focale equivalente si ottiene moltiplicando per questo fattore la lunghezza focale effettiva. Con le reflex Nikon a pellicola, la D3000 condivide l'attacco delle ottiche a baionetta, lo stesso utilizzato dalla Nikon F lanciata sul mercato ben 50 anni fa. Il parco di obiettivi fra i quali si può scegliere è quindi vastissimo, ma tutti gli automatismi sono accessibili solo con gli obiettivi delle serie AF-S e AF-I.

Il sistema che gestisce la messa a fuoco automatica è derivato da quello a 11 punti di lettura utilizzato dalla D90, un netto miglioramento rispetto a quello a tre punti della D60. Simili invece i metodi per la lettura dell'esposizione (media, ponderata centrale e spot), con possibilità di blocco sia premendo il pulsante di scatto a metà corsa, sia con un pulsante dedicato.

Un'altra caratteristica derivata dai modelli di fascia più alta è il sistema di riduzione della polvere che sfrutta sia le vibrazioni del filtro passa basso anteposto al sensore, sia il controllo del flusso d'aria a ogni movimento dello specchio.

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