
Test
Buffalo LinkStation Pro 1 TB
Un versatile prodotto adatto a soluzioni domestiche e piccoli uffici per la gestione delle risorse di archiviazione di rete centralizzata su network.
12 Gennaio 2010
Case aerodinamico
Il dispositivo si presenta esteticamente come un parallelepipedo di colore nero lucido, con una luce frontale di colore blu a indicarne il funzionamento e l'attività: sul retro trova posto la presa Gigabit Ethernet, una presa USB 2.0 per il supporto di dispositivi esterni e la stampa, il connettore dell'alimentatore e lo switch di accensione a tre posizioni.
Il LinkStation infatti oltre allo stato di acceso e spento consente anche uno stadio intermedio che limita il funzionamento al rilevamento di attività di rete, ottenendo un risparmio energetico.
Dal punto di vista della rumorosità la meccanica interna è perfettamente in linea con le aspettative, fornendo un picco della durata di una manciata di secondi solamente durante la fase di accensione.
Nella scatola è presente un DVD che installa una piccola utility (NASNavigator 2) per il reperimento del disco nella rete, che a dire la verità offre una interfaccia un po' datata e presenta alcuni comandi non funzionanti correttamente (come Open Web): per fortuna, utilizzata la prima volta per individuare il dispositivo e definirne correttamente lo stato nella rete, in seguito basta digitare l'indirizzo IP del dispositivo nella barra degli indirizzi del browser (nel nostro caso Safari) e tutte le fasi di configurazione si faranno sempre dal portale web.
Tutta l'interfaccia di configurazione è molto ben fatta, con sezioni chiare e un sistema di attivazione e configurazione ben descritto anche nella nostra lingua: per ogni evenienza, un link apposito riporta allo scarico del manuale in formato PDF.
Una volta creati - facoltativamente - altri utenti con possibilità di accesso diversificato, si passa alla creazione e pubblicazione delle varie cartelle che il Mac vedrà come condivisioni: la pubblicazione può essere di vari tipi partendo da una familiare AFP (il protocollo di rete di default di Mac OS X) a una di tipo SMB, che consente di essere utilizzata anche da computer con Windows, passando da un più classico FTP e finendo con un interessante disco di Backup, che risulta compatibile con Time Machine (tra l'altro anche protetto da ID e password). Per tutte queste configurazioni si devono seguire in maniera precisa tutti i passaggi illustrati nel manuale.
Tra tutti i servizi inclusi, sono stati alla fine molto utili anche quelli esterni al computer come la possibilità di scaricare le fotografie da una fotocamera al disco semplicemente collegando i due dispositivi via USB e attivando il pulsante frontale: le immagini, una volta scaricate, possono essere trovate anche dalla rete.
Del tutto automatico e parametrizzabile è anche il backup del disco interno al dispositivo su un altro disco collegato alla porta USB, per assicurare i dati in caso di problemi all'unico drive del LinkStation Pro. A voler trovare un difetto, una connettività wireless avrebbe giovato parecchio, specie in ambiente home, ma probabilmente il prezzo non sarebbe stato così contenuto. Considerando che l'apparecchio può essere sistemato ovunque esista una presa di rete, è un “vezzo” a cui si può tranquillamente rinunciare.
Multimedia Storage
Ma LinkStation Pro non si limita al servizio di storage di documenti, poiché è capace di offrire anche servizi di streaming multimediale avanzato: è, infatti, un dispositivo certificato DNLA Server, quindi perfettamente in grado di diffondere tutti i documenti audio e video sulla rete verso i client compatibili. Sin da subito iTunes ha riconosciuto il LinkStation e ne ha permesso la riproduzione dei file MP3 contenuti all'interno della cartella destinata al servizio multimediale. Anche la Playstation 3 ha riconosciuto subito il dispositivo e riprodotto fedelmente i filmati al suo interno: nel corso dei nostri test non eravamo in possesso di una XBox 360, che pure non è un dispositivo DNLA certificato, tuttavia la documentazione riporta la capacità di erogare il servizio anche verso questa consolle. Il segnale è stato pienamente riconosciuto anche da molti altri dispositivi come il Freecom MusicPal, anch'esso al pari della consolle Microsoft al di fuori della certificazione DNLA, e da alcuni software per iPhone o iPod touch.
Le capacità di offrire servizi tipici di un computer si completano con un client per i file di tipo Torrent integrato e capace, oltre che in grado di offrire download multipli partendo da un link o da un file, di controllare la banda dedicata al download e upload separatamente. Una volta scaricati, tutti i documenti sono depositati in una cartella di destinazione.
Ultima, ma non meno importante, feature è l'accesso dedicato a tutte le cartelle, previa configurazione, direttamente da un browser, sia all'interno della propria rete locale, sia attraverso un portale dedicato (http://buffalonas.com), per usufruire dei propri contenuti multimediali senza utilizzare Safari.
Ci è sembrata un'ottima occasione per sfruttare le nuove capacità di QuickTime X come la riproduzione via http, che è stata ottima nella maggior parte dei casi, con qualche, seppur leggera, perdita di sincronia audio/video in alcuni video divx (difetto imputabile in gran parte a Perian e al codec DivX probabilmente non ancora ottimizzato per questo tipo di streaming). Molto bella la riproduzione delle immagini, che invece avviene utilizzando AJAX, quindi senza mai dover ricaricare la pagina. L'accesso via web, sia in locale sia centralizzato, nel portale buffalo.com è parametrizzabile a piacere, con accesso singolo alle varie cartelle e con la possibilità di consentire sia un accesso anonimo sia tramite password. In questo secondo caso è apprezzabile la possibilità di condividere una cartella appositamente calibrata, contenente documenti di vario tipo, usufruibili da ogni parte del mondo tramite una semplice password.






