Che cos’è APFS, il nuovo file system che vedremo in macOS Sierra

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Gli appassionati Apple attenti ai tecnicismi di OS X lo aspettavano da tempo: un nuovo file system per il sistema operativo dei Mac. In realtà lo si era dato per scontato con OS X Yosemite e poi con El Capitan, immaginando che Apple avrebbe semplicemente adottato il file system open source ZFS, derivato dal sistema operativo Solaris di Sun. E invece si è dovuta aspettare la transizione a macOS ma con un “prodotto” di casa Apple: APFS, che sta semplicemente per Apple File System.

Cos’è un file system “moderno”

APFS è un file system che rientra nella categoria di quelli considerati “di nuova generazione”. Storicamente, i file system sono nati per consentire una gestione dei dati organizzati in file e cartelle e poi nel tempo hanno acquistato funzioni come la gestione dei metadati e del journaling, una caratteristica utile per ridurre la probabilità di perdita di dati in caso di guasti. Ma il loro ruolo è sempre stato quello di supporto a un sistema operativo. Ora lo scenario della gestione dei dati è molto cambiato, quindi i file system (alcuni) si sono evoluti per fornire funzioni che servono in generale alla protezione dei dati più che a dare a noi utenti la rassicurante visione (virtuale) di icone e cartelle.

Evitando i tecnicismi eccessivi, le caratteristiche più interessanti di APFS sono proprio in questo senso e richiamano quelle che troviamo nei sistemi di storage per le grandi imprese. Però applicate ai nostri Mac, seppure molto probabilmente non del tutto in macOS 10.12 (Sierra) ma nel successivo 10.13.

macOS_Sierra_Siri_000La documentazione di Apple su APFS – che, ricordiamolo, è ancora in una fase di sviluppo – ci indica alcune delle funzioni più interessanti. La prima è il supporto alla cifratura dei dati nativa, ossia non attraverso FileVault. A seconda delle opzioni che impostiamo APFS cifra i dati mentre li scrive usando una o due chiavi di cifratura e anche con chiavi diverse per documenti diversi. O per i file da un lato e i loro metadati dall’altro.

Altra novità: APFS è progettato per operare con le unità SSD e si adatta agli hard disk tradizionali, non il contrario.

Snapshot e cloning

Due funzioni molto utili per chi gestisce grandi quantità di dati sono la possibilità di creare snapshot e cloni del file system. Uno snapshot è una copia di un intero file system in sola lettura: non occupa spazio significativo inizialmente perché è in realtà è una collezione di puntatori ai dati di origine. Man mano che cambia l’originale, lo snapshot mantiene inalterata la sua copia tenendo traccia delle modifiche apportate. Le implicazioni di tutto questo per Time Machine sono molto interessanti.

Un clone è una copia altrettanto istantanea ma fatta per essere modificata, quindi assume fin dall’inizio una vita autonoma rispetto all’originale e può essere usato per creare versioni diverse della stessa parte di un file system, come una cartella o anche un singolo file.

Complesso? Lo è, perché il file system è un elemento critico e fondamentale di ogni sistema di elaborazione dei dati. Con APFS Apple fa salire i Mac di livello, vedremo quante delle nuove funzioni resteranno come si dice “sotto il cofano” e quante invece si trasformeranno in opzioni evidenti anche nell’interfaccia di macOS.

 

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